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I 5 drammatici cambiamenti dell'economia (che il cittadino medio non deve leggere)

 

I 5 drammatici cambiamenti dell''economia (che il cittadino medio non deve leggere)
 

Un articolo di Valerio Malvezzi e Massimo Crippa

COME SI RISPARMIAVA IERI
Un tempo, si spiegava alla gente che esistono sostanzialmente tre mondi nei quali investire il proprio risparmio.

Non ti sembra quasi, se avvicini col pensiero le tre immagini, la bandiera italiana?

Esattamente in quest'ordine, da sinistra a destra, era opinione comune che si dovesse investire, in Italia.

La casa era considerata un investimento sostanzialmente privo di rischio, perche' il mattone continuava ad aumentare di valore.

Il mercato obbligazionario e dei titoli di Stato era considerato a basso rischio, perche' si riteneva (e si insegnava) che gli Stati non potessero fallire (dato che battevano moneta sovrana).

Certo, se volevi essere aggressivo, diversificavi un po' in borsa, magari facendoti aiutare da qualcuno che – a parole – ne capiva.

Bene, ascolta: quel mondo e' morto.

Non esiste piu'.

Finito.

E ora, hai due scelte.

La prima e' continuare a credere di vivere in un mondo che non esiste piu'.

Se questa e' la tua scelta, fai come fanno milioni e milioni di italiani, che continuano ad ascoltare il telegiornale che racconta loro che tutto va bene perche' la gente ha ripreso ad aver fiducia e ricomincia a spendere. Quelle informazioni non sono dati: sono sondaggi manipolati.

Forse, se qualcosa non ti torna, e' perche' tu non sei stato intervistato.

La seconda e' di prendere il coraggio a due mani e andare avanti a leggere.

Sappi, se decidi di farlo, che si tratta di un articolo lungo, quindi se hai fretta vai a leggere la ricetta della torta Pasqualina su facebook.

Se vuoi capire cosa sta succedendo, leggerai qui cinque cose che la gente non deve sapere:

1. Che non esiste piu' nulla di privo di rischio
2. Che anche cio' che e' reale e' manipolabile
3. Che un giorno ti toglieranno il contante
4. Che le sofferenze della banche cadranno su di te
5. Che ci sono all'orizzonte oscure sigle: TTIP

 

NON ESISTE PIU' NULLA PRIVO DI RISCHIO
Beh, dai, che le azioni fossero a rischio lo si sapeva da sempre. Oggi, chiunque giochi col mercato azionario rischia pero' molto piu' di un tempo.

La ragione e' che, in un mercato interconnesso e veloce, oggi il tuo guadagno dipende molto meno dall'analisi tecnica: puoi giocare con le candele giapponesi quanto vuoi, ma basta una mezza frase buttata li' in Giappone che crollano le borse in Europa.

Parliamo di casa. Caso strano, dopo anni di politiche espansive delle banche Centrali (dichiarano di stampare moneta per alzare l'inflazione) i prezzi delle case sono salite. Non ti risulta? Non parliamo dell'Italia, ma di altre citta'.

Hei, ferma il mondo – ti chiedi - come mai?

Intanto, in Italia noi abbiamo uno dei Paesi al mondo con il piu' alto livello di case di proprieta'. Se un governo vuol fare cassa, non ha che da ammazzare il mercato immobiliare applicando tasse sulla casa (magari cambiandogli nome e regole piu' volte).

Secondariamente, nessuno scienziato di quelli che consigliano i governi ha pensato che i prezzi delle case vanno su se qualcuno le vuole comperare, e solitamente compera casa chi puo' permettersi di pagare un mutuo. Ma se tu mandi la disoccupazione a livelli spaziali perche' devi attuare le politiche di "rigore" imposte dal mantra neoliberista europeo, la gente non ha piu' un lavoro stabile e le banche non danno un mutuo.

In terz'ordine, solitamente comperano casa i giovani che si sposano. Se calano le nascite (perche' la gente non puo' permettersi di far figli) nel lungo termine scendono i prezzi delle case (non si parli degli immigrati, che tutti sanno essere storia differente).

Sta di fatto che negli ultimi decenni e' aumentata la disoccupazione e sono aumentate le tasse.

Ora, e' una questione di logica.

Se cala la gente che lavora il prezzo delle case scende. Come sarebbe, perche'?

Santo cielo, perche' se il governo non si preoccupa della piena occupazione ma di oscuri parametri decisi da quattro burocrati e sei banchieri, a fronte della maggiore disoccupazione ci saranno minori soldi in famiglia, quindi la famiglia sara' meno liquida.

Come pensi che si crea il risparmio per investire in una casa se non sei liquido?

Ehi, non dire le banche, se non sei vissuto su Marte negli ultimi 8 anni. E' stata proprio la logica bancaria di finanziare chiunque, senza garanzia, che ha portato all'inizio di quella che ti raccontano essere una "crisi". Se non hai capito perche', leggiti l'articolo del blog in cui noi spiegammo oltre un anno fa quello che e' successo nel 2008, basta cliccare qui.

Oppure, guarda il film che e' uscito quest'anno.

Investire nella casa va bene in periodo di lavoro sicuro e di inflazione.

Accade esattamente l'opposto in periodo di precarieta' e deflazione.

In inflazione e lavoro sicuro, investire in un bene reale (come la casa) e' logico, perche' il mercato della casa aumenta di valore. In un mercato del lavoro precario e in deflazione, la gente ha paura e – avendo paura - vuol restare liquida.

Ecco perche' i Governi, che lo sanno, prenderanno le risorse da questa forbice del risparmio: tasseranno la casa e i conti correnti.

A Berlino, il prezzo della casa sale perche' c'e' un progetto nazionale (che non ci riguarda, essendo l'Europa Disunita), perche' c'e' lavoro e perche' aumenta la popolazione.

A Milano, altra citta' che fa parte di quella che dovremmo chiamare la DE (Disunione Europea), molto meno.

Nelle citta' di Provincia italiane, i prezzi delle case non sono affatto in crescita come si racconta.

Vogliamo parlare di titoli obbligazionari e di titoli di stato?

Parliamone.

Quando tu prendi un titolo obbligazionario o di stato, ti prendi 3 tipi di rischio diversi:

  1. Duration (la durata di 10 anni incorpora un rischio maggiore che a due anni)

  2. Emittente (il rischio di un BTP italiano e' maggiore del rischio di un BUND tedesco)

  3. Valutario (se investi in lira Turca, ti assumi il rischio dell'oscillazione di quella moneta)

Quindi, quando sei davanti al tuo gestore del risparmio in banca, ti parlano di cedole, di tassi e poi magari trascurano di ricordarti che alte cedole legate a diversa valuta possono correre in un attimo un apprezzamento del + 10% o un deprezzamento del -10%.

Ah, ve bene, ma io mica investo in quello, mi prendo i titoli di Stato tedeschi.

E' quello che fanno molti fondi, perche' diversificano. Poi, non stupirti se il rendimento e' basso o nullo, perche' se Mario Draghi e la Banca Centrale Europea dicono che vogliono portare l'inflazione al 2% e' chiaro a tutti che nel lungo termine, se prendo un titolo di stato tedesco a rischio basso (ma a rendimento negativo), ci perdo di valore reale.

Signore e signori, comunque vogliate girare la frittata il mercato delle obbligazioni e dei titoli di stato a buon rendimento e a basso rischio non esiste piu'.

E' morto, come il passato che avete conosciuto.

 

ANCHE IL REALE E' MANIPOLABILE
Ah, ma io investo nel reale! – dicono in molti.

Aspetta un attimo e rifletti: cosa e' reale?

E' reale cio' che si tocca, dirai tu. Come un terreno agricolo o una casa?

Certo, cio' che e' reale ha un grande pregio: il suo valore non andra' mai a zero. Ma siamo sicuri che non sia toccabile? Non in un mondo in cui i Governi hanno bisogno di soldi perche' devono rimborsarli alle banche che li hanno loro prestati, a un tasso di interesse.

In quel mondo, i Governi dovranno confiscare, tassare, depredare ricchezza reale.

In quel mondo, anche cio' che e' reale e che tu ritieni intoccabile sara' toccato. Si chiama patrimoniale. Si chiama tassa di successione.

La filosofia e' quella che in altri articoli del blog noi abbiamo chiamato il Giubileo del Debito.

Ti faranno digerire queste cose dicendo che e' interesse delle future generazioni e useranno il metodo vaselina. In un mondo in bolla finanziaria, cio' che e' reale non ha scampo.

Quindi, se non si abbandona in fretta lo schema neoliberista del rigore e del sacrificio - per il bene di coloro che detengono la moneta, non certo il tuo - sai cosa succedera'?

Ah, ma allora – dira' qualcuno - la gente vendera' le case! E allora, il prezzo scende, e non si esce dal loop.

 

UN GIORNO TI TOGLIERANNO IL CONTANTE
Ci sono tre misure che stanno adottando, impuniti, non guardati, non sospettati; nella totale ignoranza della gente.

Li ascolti i politici diversamente intelligenti che promettono di combattere l'evasione e la criminalita' combattendo il contante? Poveracci, sicuramente molti sono in buona fede e non capiscono di lavorare per coloro che veramente hanno il potere, che politici non sono.

Ti sei chiesto perche' in Germania vogliono togliere la banconota da 500 euro? Beh, prova a tenerti in casa centomila euro di risparmio in banconote da 20 euro. Questo e', da sempre, il vantaggio dell'oro: occupa pochissimo spazio.

Dira' il lettore che siamo sospettosi e complottisti.

No, osserviamo le dinamiche dei mercati.

Dagli Stati Uniti alla Germania, ci sono politici che propongono di ridurre il taglio delle banconote. La ragione e' semplice: e' una misura precauzionale per prevenire la fuga della massa verso il contante.

E questa e' la prima, banale precauzione che stanno prendendo.

La seconda, si chiama Bail In.

Coi tassi negativi sui depositi (prima o poi le Banche scaricheranno sui risparmiatori questa mossa delle Banche Centrali), il mondo sara' rovesciato.

Nel mondo normale, tu portavi i soldi in banca e la banca ti pagava un tasso di interesse. Nel mondo rovesciato, tu porterai i soldi in banca e dovrai pagare dei soldi per depositarli.

Prima che ridiate pensando che siamo matti, seguite il ragionamento.

Con l'entrata in vigore della normativa del Bail In, i risparmiatori, prima o poi, capiranno che sono loro che rischiano di restare con il cerino in mano.

Da una parte, ti abbiamo spiegato che non esistono piu' investimenti privi di rischio, dovunque, nel mondo. In quel mondo, le banche, che gia' devono pagare per tenere i soldi depositati presso la Banca Centrale Europea, se non vorranno portarsi in pancia la perdita, cosa faranno? La scaricheranno a loro volta sul risparmiatore, quindi applicheranno anche loro il tasso negativo sui depositi (tradotto: dovrai pagare per tenere soldi liquidi sul conto).

Dall'altra, il risparmiatore ha paura di perdere tutto (e prima o poi capira' che la protezione oltre i centomila euro e' solo teorica, a livello sistemico).

Quindi, sara' di fatto obbligato a investire. Ma, dal momento che sara' mediamente avverso al rischio, si prendera' per esempio una obbligazione BEI (Banca Europea degli Investimenti) estremamente sicura, che pero' gli garantira' un tasso negativo: -0,2%. Oggi siamo a inflazione praticamente zero, quindi diciamo che, in 5 anni:

Ma dal momento che l'intento della Banca centrale Europea e' quello di portare l'inflazione al 2%, cosa succede, in tale esempio, su una obbligazione a cinque anni? Significa una perdita reale data dal -0,2% del rendimento negativo sommato alla perdita di valore annuo del -2% (dato dall'inflazione), il che quindi significa perdere -2,2% complessivo di rendimento annuo.

Vediamo di spiegare in termini semplici cosa succede nei due scenari.
Nel primo hai una perdita di 1%, nel secondo di 11% (in termini reali).

Questa e' – banalizzando - la trappola della liquidita' del domani. La gente sara' intrappolata tra investimenti a rendimento nullo o negativo e risparmi a rendimento nullo o negativo.

E questa e' la seconda misura.

La terza, e' la piu' subdola, perche' ammantata di poesia, di morale, di utilita' sociale.

Si chiama moneta elettronica.

I piu' fighi, quelli che parlano l'inglese, la chiameranno societa' cashless (senza il contante).

Hai presente Crozza e la parodia della Inc.Cool.8?

Ecco, hai capito; ma te lo spieghiamo in modo ancora piu' chiaro.

Durante la crisi della Grecia, le persone hanno nascosto i soldi sotto il materasso. Ma mentre puoi mettere sotto il materasso le banconote, non puoi nascondere i bit elettronici.

Cosi', il sistema si proteggera' dal bank run (la corsa dei risparmiatori allo sportello bancario).

Non so se hai capito: societa' cashless e' una societa' senza contante, senza banconota. Sara' una societa' con solo carte di credito.

Adesso, proviamo a farti vedere il futuro.

Ti ricordi questa?

Bene, tra qualche anno ti chiederemo: ti ricordi questa?

Non so se e' chiaro cosa stiamo affermando: noi prevediamo che toglieranno i bancomat.

E sai perche' lo prevediamo?

Per logica.

Perche' loro hanno un solo obiettivo: controllarti.

Una societa' cashless (senza contante) e' piu' controllabile.

Immagina la scena: la gente un giorno correra' allo sportello per prelevare i propri soldi, in un classico caso di bank run (sono stati decine nella storia, mica parliamo di fantascienza).

Solo che invece che sentirsi dire come un tempo "non li abbiamo" si sentira' dire: "sono li', sul monitor".

  • Ma allora, perche' non li posso spendere?

  • Mi spiace, signora, sono bloccati.

Se dovesse mai saltare una banca primaria italiana, scatterebbero tre passaggi: bankrun, BCE, Troika.

Fantascienza?

Non proprio, e' successo in Grecia.

Solo che, in una societa' col contante, il rischio del bankrun e' esponenziale.

In una societa' cashless, basta bloccarli, i soldi.

Chi puo' bloccarli? Come sarebbe chi?

Si', ma – direte voi – alla fine, si tratta di un vantaggio di pochi giorni, prima o poi il sistema salta.

Esattamente questo e' il punto oscuro e ignoto.

In un mercato mondiale velocissimo, disporre per il sistema bancario di un vantaggio di pochi giorni in caso di bankrun (fosse anche di sole poche ore) sarebbe di valore incalcolabile.

Quei pochi giorni di vantaggio sarebbero preziosi per mettere in campo il piano B, affrontare il peggio e garantire la stabilita' al sistema. Una societa' cashless non ha il fine di combattere la criminalita' del ladro di polli, ha il fine di comperare tempo per il sistema finanziario al fine di garantirne la stabilita' in caso di shock.

Solo i politici inesperti e ignoranti possono credere alla panzana della lotta alla criminalita' e all'evasione. Il fine vero, non dichiarato e nascosto, e' uno e uno solo.

Una societa' cashless
e' una societa' piu' controllata.

Una societa' piu' controllata significa una societa' piu' stabile.

Ora, se anche tu comprendi cosa stanno facendo, puoi fare una lotta per la liberta'. In una societa' libera e non oppressa, dovrebbe essere lasciata la scelta al cittadino di decidere liberamente: tenere il contante oppure no.

Dovrebbe essere una questione di convenienza e praticita', non di una brutale imposizione mascherata da nobili ideali.

Il tutto, per non toccare il sistema, che si basa sul mantra neoliberista.

Ora, per chi fosse ancora indeciso, una banale domanda.

Ci spiegate per quale ragione dovremmo vivere in una societa' in cui la gente ha il diritto di detenere le armi, ma non le banconote?

 

LE SOFFERENZE DELLE BANCHE CADRANNO SU DI TE
La gente si e' spaventata e ha cominciato ad occuparsi di economia e di banche da quando sono saltate quattro banche locali, per la vicenda delle obbligazioni subordinate, di cui in questo blog molto si e' scritto. Ma quello che non sa la gente e' che quello e' solo il primo livello dimensionale del problema.

Ve ne sono altri due.

Livello di rischio

Primo livello Secondo livello Terzo livello
Esempio di banca Banca Etruria Unicredito Deutsche Bank
Tipo di rischio Obbligazioni subordinate BTP Derivati

Sia ben chiaro: nel primo caso trattiamo di un fatto gia' successo, nei livelli due e tre di rischio solo potenziale. Ma il fatto che non si parli di un rischio di enormi dimensioni e' gia' di per se' un problema.

Nel primo livello, siamo a livello di banche locali, come ad esempio la famigerata Banca Etruria, di cui tutte le pagine dei giornali hanno riempito la testa della gente. In quel caso, si tratta solitamente di casi di malaffare e indebita ingerenza di politica locale nell'economia, in un mondo di relazioni e non di competenze. Se salta quel castello, succede una piccola esplosione, arginata a livello locale.

Risultato: qualche migliaio di persone e' truffata, il governo finge di porci una pezza, la DE - Disunione Europea, vogliamo abituarvi a questo neologismo – striglia l'Italia perche' non deve dare aiuti di Stato (solo la Germania puo' farlo), dopo un po' la gente si dimentica lo scandalo, in attesa del successivo, e chi si e' visto si e' visto. La gente ha dimenticato il caso Parmalat.

Ma se saltasse una grandissima banca italiana – abbiamo scritto Unicredito, potevamo scrivere Banca Intesa o altre banche di analoga rilevanza – il problema e' centuplicato. Guarda caso, la Germania – sempre lei – vuole un limite al livello di titoli del debito pubblico nazionale che puo' stare nelle banche. Una norma chiaramente pensata per l'Italia, anche se nessuno ha il coraggio di dirlo apertamente.

Dovesse saltare una grande banca nazionale - ipotesi non impossibile, se non tenessero a bada lo spread artificialmente tramite la BCE – allora, sai cosa succederebbe? La BCE interverrebbe, quindi arriverebbe la Troika, e invece che rimanere fregati migliaia di risparmiatori, 60 milioni di italiani sarebbero fottuti.

Non solo le azioni avrebbero una svalutazione del 30%, ma anche le case avrebbero una svalutazione del 30%, e pure il lavoro, gli stipendi.

Ora, una cosa che la gente deve sapere e' che il limite del Bail In fissati nei famosi 100.000 euro procapite ci salveranno nel caso di insolvenza di una banca di livello 1. Ben difficilmente - per non dire certamente no – ci proteggeranno nel caso di fallimento di una banca di sistema italiano.

Ecco perche' i tedeschi spingono perche' le banche vendano titoli del debito pubblico italiano, in modo che il prezzo scenda e a quel punto entri in gioco qualche fondo sovrano a comperare la nostra spazzatura.

Quindi, quello che la gente non sa e' che si citano sempre i 200 miliardi di crediti in sofferenza del sistema bancario (ne abbiamo trattato in un precedente articolo) ma sono nulla in confronto al rischio incorporato nel secondo livello, cioe' nei titoli di Stato.

E questo e' il secondo livello.

Il terzo, ah beh, il terzo e' un tornado, nel mondo finanziario.

Nessuno dice chiaramente al grande pubblico che il rischio che hanno in pancia le grandi banche italiane coi titoli di Stato italiani e' nulla, al confronto della porcheria in pancia a una banca mondiale come Deutsche Bank.

Si chiamano derivati: spazzatura compattata di spazzatura.

Ora, gli esperti hanno paura di dire che quel che tiene insieme il sistema e' la paura.

Le banche sono non solo troppo grandi, ma sono troppo interconnesse per fallire. Se salta una banchetta di periferia come la Banca Etruria o Banca Marche ok, chi se ne frega? Sono fregati quei quattro disgraziati dei risparmiatori italiani truffati.

Ma l'Italia e' il terzo debitore mondiale.

E i derivati sono debito impacchettato di debito. Cio' significa che non hai una sommatoria di rischio, ma un esponenziale. Il tornado che si forma e' mille volte piu' grande.

Hai capito, caro imprenditore?

Tu devi avere capitale, altrimenti non ti danno debito in banca. Ma loro, il debito, lo fanno girare, eccome.

Vero che molte posizioni si annullano tra posizioni opposte (tecnicamente "short" e "long"), ma resta il fatto che di una enorme quantita' di spazzatura si tratta.


Ecco cosa sono i derivati, in termini comprensibili a tutti

Hanno giocato con la finanza, come si gioca coi videogame.

Ora, si pongono per noi grandi interrogativi non teorici.

Il sistema delle economie pianificate di tipo sovietico e' fallito. Siamo sicuri che possa non fallire quello capitalistico?

 

CI SONO ALL'ORIZZONTE OSCURE SIGLE: TTIP
E' sempre una cosa salutare quella di dubitare delle sigle, delle cose poco chiare e trasparenti, dei termini vuoti dietro ai quali non si comprende se ci sia il tutto o il nulla.

Ora, gia' abbiamo avuto la ED (Europa Disunita), creata con un meccanismo che chi parla l'inglese chiama top down, cioe' dall'alto in basso (all'opposto di bottom up).

Alcune menti sedicenti superiori hanno infatti deciso per noi tutti, in assenza di qualsivoglia processo democratico, per un supposto bene superiore, che gli Stati in Europa si dovessero unire.

Benissimo, nelle intenzioni dichiarate.

Malissimo, nei risultati.

Cio' che oggi, a distanza di decenni, abbiamo in comune, e' una sola cosa sostanziale: una moneta senza stato chiamata Euro.

Di tutto il resto (politica fiscale comune, esercito comune, politica economica comune, politica bancaria comune, politica estera comune, ecc.) non v'e' traccia.

Nulla. Non pervenuto, da decenni.

I risultati di quella scelta scellerata sono sotto gli occhi di tutti.

Ora, altre menti a noi superiori, in modo assolutamente poco trasparente e non democratico, con un approccio elitario e sovraordinato alle menti inferiori di noi contribuenti, stanno discutendo di una partnership tra Europa e Stati Uniti d'America.

Non e' chiaro quali siano gli esatti confini dell'accordo, se si parlera' in prospettiva solo di libero commercio o anche di debito comune, se si parli anche di esercito comune o di politica fiscale comune.

Cosa dovremmo invidiare – di grazia – al sistema americano?

A un sistema basato sul debito, un sistema opposto al nostro, un sistema per il quale la cultura del risparmio non esiste, come non esiste la cultura della proprieta' del bene fisico (a partire dalla casa).

Stiamo parlando di un sistema basato sulla diseguaglianza, con culture abissalmente diverse dalle nostre, con una diversa politica demografica ed enormi contraddizioni interne, nonche' con gravi crisi strutturali di una economia che, come abbiamo scritto in altri articoli, ha lasciato la produzione per puntare solo sulla carta, sul virtuale, sulla finanza.

Se davvero si intende unire i popoli, sarebbe opportuno dar voce ai popoli.

Al momento, pare che sia data voce solo alle grandi corporazioni che spingono per tali accordi.

Qualcuno ti ha interpellato?

Hai votato qualcosa?

L'Europa ti e' stata imposta dall'alto; un bel giorno ti sei svegliato e ti hanno detto che non potevi piu' usare la lira, e che per pagare un caffe' al bar non dovevi versare mille lire, ma un euro.

In seguito, qualche politico italiano ha ammesso che e' stato un errore strategico (ma intanto si erano venduti un Paese per quattro poltrone e due piatti di lenticchie).

Ora, nel momento in cui molti analisti vedono un rischio nella stabilita' del sistema americano, al grande pubblico quasi nulla arriva di questi accordi, trattati in assenza di qualsiasi dibattito democratico.

Siamo sicuri che il loro non sia l'ennesimo tentativo di stringerci in un abbraccio mortale per salvarsi da debiti alle stelle e gravi problemi interni?

Quando un personaggio come Trump riscuote cosi' tanto seguito, il problema non e' lui: e' la nazione malata che lo segue.

E noi, esattamente, dovremmo fare quale genere di accordo strategico con quel popolo?

 

CONCLUSIONI
Lo spazio di un articolo non consente approfondimenti che la complessita' di questi problemi richiederebbe.

Torneremo su questi temi, ma vogliamo lasciare alcuni spunti in conclusione e alcune indicazioni di rotta.

Da un punto di vista personale, chiunque faccia impresa in Italia non puo' illudersi del fatto che, in tale scenario, in futuro sia piu' facile aver denaro dalle banche.

Il mercato non sara' piu' semplice, non ci sara' denaro per tutti per il solo fatto che Draghi decidera' di stamparlo. Al contrario, sara' un mercato sempre piu' selettivo, sempre piu' rigoroso e duro, nel quale vinceranno solo coloro che sapranno le regole del gioco della negoziazione bancaria.

Gli altri – spiace dirlo – sono destinati a chiudere i battenti.

E' per questo motivo che sempre piu' imprenditori frequentano il Corso WIN the BANK, primo e unico Corso sulla negoziazione bancaria in Italia.

Da un punto di vista collettivo, siamo invece di fronte a una scommessa.

Da una parte ci sono coloro che ti dicono che l'unica strada e' quella che gia' conosci: quella del rigore, del taglio della spesa pubblica, dei sacrifici, dell'aumento della pressione fiscale per rimborsare un debito contratto da uno Stato non piu' padrone della propria moneta, ma presa in prestito da banche private.

Dall'altra, ci siamo noi che diciamo che esiste un altro modello economico e che si deve abbandonare, subito, questo sistema neo liberista, dopo che da decenni i risultati sono li' a testimoniare il suo totale fallimento.

Parliamo della classe media, naturalmente, che e' stata distrutta. Qualcuno – di certo non tu – ci sta invece guadagnando miliardi.

Perche' se non punti a un modello di piena occupazione, di investimenti pubblici, di abbassamento della pressione fiscale, necessariamente la classe media, nel lungo termine, tu la distruggi.

Ecco perche' in apertura di questo articolo abbiamo sostenuto la tesi che nulla e' piu' come prima, e che quel mondo e' morto.

Sai cosa potranno fare, come ultima manovra, pur di non farci cambiare il sistema?

Faranno come gli imperatori romani nella Roma decadente; ci daranno il contentino, ci faranno giocare, ci faranno vedere i gladiatori.

Un po' di pane e un po' di circo.

Noi prevediamo che, dopo che sara' successo tutto questo, si inventeranno una nuova misura, pur di tenere in piedi il moribondo, il sistema malato.

Quella misura sara' l'ultima spiaggia per alzare l'inflazione.

Dopo che – da oltre un anno lo scriviamo – si dimostrera' che il Quantitative Easing della Banca centrale Europea non puo' alzare l'inflazione - perche' la gente non avendo lavoro non puo' spendere - sai cosa inventeranno?

Quantitative Easing per la gente!

La gente non spende perche' non ha piu' un lavoro? Bene, daremo loro dei soldi in prestito, stampandoli, come abbiamo fatto con gli Stati.

E via di nuovo, verso una inflazione a due cifre, che fara' svalutare il debito e spingera' di nuovo i consumi.

Fantascienza?

Puo' essere.

Ma quando la gente avra' fame, sara' facile, per chi ha il controllo della moneta, decidere di offrirle un piatto di minestra, in cambio di una vita da schiavi.

 

Sara' quello il momento, epocale, in cui vedremo se i popoli saranno oppressi oppure se, memori di millenni di lotta contro la tirannia, sapranno anteporre alla pancia la dignita'.

Perche' il nostro sistema non e' solo malato di economia o di finanza, perche' l'allocazione scorretta non e' solo quella del risparmio, perche' cio' che ci manca non e' solo la ricchezza.

Cio' che ci manca, per difendere la nostra liberta', e' prima di tutto la conoscenza.

Il primo passo per prendere decisioni che possono condizionare la nostra vita e' quello di conoscere.

In un mondo di informazioni spesso manipolate, esistono articoli di libero pensiero come questi, scritti da persone che non sono pagate da nessuno per farli.

Uno puo' crederci o meno, riderci su o fregarsene e tornare ad ascoltare il telegiornale.

Ma se anche a te, come a noi, non piace l'idea che qualcuno decida del nostro futuro e di quello dei nostri cari senza chiederci il permesso, condividi questo pezzo.

E urliamoglielo in faccia.

Buona crescita.

 

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