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Se credi alla favola della ripresa la banca non ti finanzia

 

Se credi alla favola della ripresa la banca non ti finanzia
 

Un articolo di Valerio Malvezzi


TU CREDI ALLE FAVOLE ANCHE NELL'ECONOMIA?
Per la professione che svolgo, incontro ogni giorno imprenditori e professionisti.

Molti di loro ascoltano ancora le favole dei Fratelli Grimm, quelli che inventarono Hansel & Gretel.

Tutti le abbiamo sentite da bambini.

Le piu' gettonate, oggi, sono 5:

  1. Cappuccetto rosso

  2. Pollicino

  3. Biancaneve

  4. Cenerentola

  5. L'Italia e' in ripresa

 

LA FAVOLA DELL'ITALIA IN RIPRESA
E' l'ultima entrata, ma ha milioni di affezionati lettori.

Per lo piu' sono adulti.

Sono milioni e milioni, e anche tanti imprenditori pensano che con l'immissione di liquidita' di mamma BCE (Banca Centrale Europea) ci sara' piu' ricchezza per tutti, perche' quella liquidita' andra' nell'economia reale.

Le borse festeggeranno le manovre della BCE e ai tanti che mi chiedono se io mi sia sbagliato rispondo: "Assolutamente no, il mercato borsistico, probabilmente, nel breve periodo andra' su. E' l'economia reale che non cambiera'".

Perche' il latte da solo non si trasforma in formaggio.

Ma vi lascio alla favola che trasmette il telegiornale.

Un bel giorno, qualcuno disse ai topolini che in economia non si ascoltano le favole, ma si guardano i fatti.

E i fatti sono questi:

Hai visto bene il PIL reale dal 2008 al 2015 dei Paesi del G7 e area Euro?

E spero che tu abbia notato una cosa:

fino a meta' circa del 2011 la linea viola dell'Italia era il fanalino di coda, ma stava nella scia.

Poi, quando arrivano i governi "tecnici" degli ultimi anni, che applicano la politica del rigore e della austerita', il nostro recupero e' – diciamo – leggerissimamente sotto la media.

Sto scherzando: fa cagare.

 

PERCHE' TIREREMO LA CINGHIA
Ora, lo ricordo agli appassionati delle favole sull'ottimismo.

Ancora questo autunno, si stimava il PIL italiano per il 2016 a +1,6%.

Oggi, l'Istat dice che si attende il +0,1% su base trimestrale, quindi +0,4% su base anno.

No, dico:

Nemmeno la Maga Circe riusciva a circuire cosi'.

La verita' e' una e una sola:

Ma il credito alle imprese si espandera'?

No.

Pensi davvero che la tua piccola impresa avra' piu' credito perche' Draghi pompa denaro nel sistema finanziario?

Studiamo il mercato nel quale la tua impresa si colloca, per rispondere.

Oggi, l'Italia ha un rapporto di circa il 132,6% tra debito pubblico e prodotto interno lordo.

Vuoi che preveda cosa succedera'?

Quindi niente riduzione delle tasse, niente ampliamento di credito, maggior rigore.

Non hai capito bene?

Te lo spiego meglio: si continuera' a tirare la cinghia.

 

TOPOLINI E FORMAGGIO
Come ho spiegato in un mio recente articolo, pubblicato sulla pagina economia di Panorama, Draghi ha dato un contentino ai mercati, uno ai tedeschi e uno agli americani.

Ma, al di la' di cio' che puo' fare Draghi, ci sono tre semplici considerazioni:

  • Primo: i dati ISTAT dicono che per l'economia italiana nel primo trimestre 2016 si attende una crescita fantastica: +0,1%.

  • Secondo: la dinamica degli investimenti italiani risulta un numero semplice: zero.

  • Terzo: la crescita per il 2016 e' stata ulteriormente ridotta a un fenomenale +0,4%.

  • Quarto: le banche aumenteranno le sofferenze bancarie (crediti deteriorati).

Queste non sono mie opinioni, ma dati ISTAT, pubblicati su tutti i quotidiani economici.

Un imprenditore che, di fronte a questi dati, pensa ancora che (soprattutto considerando il punto 5) domani le banche daranno piu' soldi alla sua impresa, puo' fare solo una cosa: il bambinone.

Non stia qui: vada a leggersi le favole dei Fratelli Grimm, perche' sono piu' adatte a lui.

Gestire una impresa richiede di aprire gli occhi e prendere atto della realta' di mercato nel quale si vive.

Il primo mercato per gestire una impresa e' quello del capitale, perche', senza capitale, l'impresa non produce.

Non paghi stipendi, non paghi le tasse, non comperi le materie prime.

E, al di fuori delle favole, nel mercato dei capitali italiani i soldi affluiscono alle piccole imprese da un solo canale: la banca.

Ti sembra un bel mercato, per il sistema bancario italiano?

Puoi dire che sono fatti delle banche e che a te non te ne frega nulla.
In tale caso, non sei un imprenditore.

Perche' un imprenditore studia il mercato di riferimento, e il mercato dei capitali bancari vede i dati sopra: e non e' uno scenario espansivo, perche' per lui e' un mercato piu' difficile.

Ergo tale mercato sara' piu' selettivo, non meno.

Se non sai negoziare con una banca, se non sai presentare il tuo progetto in banca, se non hai un sistema di gestione finanziario, tu sarai anche un bel topolino che gira sulla ruota.

Ma il formaggio lo mangeranno altri.

 

COSA STA SUCCEDENDO ALLE BANCHE?
In Germania, e' di pochi giorni fa la notizia che si e' deciso di fare affluire i rifiuti tossici del bilanci (i cosiddetti crediti deteriorati) in quella che si chiama
tecnicamente una Bad Bank.

Lo spiego in termini semplici: una bad bank e' l'equivalente di una discarica.

Ora, stai attento, perche' tornero' sul nome: la chiamano "Banca di tutela dei depositi".

In pratica e' una bad bank fondata dalle banche private.

Ma – bada bene – lo Stato tedesco detiene il 15% di Commerzbank, che e' iscritta alla associazione delle banche private tedesche.

Questa cosa, per la Commissione Europea, non e' aiuto di Stato.

Veniamo ora all'Italia.

L'Italia ha un altro fondo, chiamato FITD (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi).

L'Italia ha avuto recenti crisi di banche: Banca Marche, Banca Etruria, Cariferrara, Carichieti.

Secondo la Commissione Europea, l'intervento diretto del fondo interbancario di tutela dei depositi italiano, era invece aiuto di Stato.

Ora, la notizia arriva sui giornali italiani a fine 2015, come tutti sanno, a seguito dell'esplosione del caso di quelle quattro banche e dell'intervento del Governo italiano.

I risparmiatori sono completamente spiazzati e migliaia di persone sono rimaste truffate.

Truffate, lo dico con chiarezza, come ho anche detto su canali di stampa e televisivi.

Ora, ma e' stata una sorpresa per le istituzioni italiane?

Non ci vuole Sherlock Holmes per scoprirlo.

Esiste un memoriale di Banca d'Italia.

Secondo tale memoriale, da quando il Tesoro sapeva di non poter salvare le 4 banche?

Dall'anno del Signore 2013.

Il 30 luglio del 2013, per l'esattezza.

Sapevano.

Ben prima del Decreto del 22 novembre 2015.

Secondo la Commissione Europea, il fondo italiano non poteva intervenire perche' sarebbe stato aiuto di Stato.

Molti si chiedono perche' in Europa siano tutti uguali ma alcuni siano piu' uguali degli altri, ma – preso atto di questo - la domanda e' un'altra.

Perche' il Governo italiano non si e' mosso prima, con minori oneri sul sistema bancario italiano, e con minore peso sulla credibilita' del sistema bancario italiano?

 

COSA SUCCEDERA' PER LE IMPRESE?
Ora, se hai seguito il ragionamento fin qui, capirai che sono balle quelle che raccontano circa l'espansione del credito per l'economia reale.

L'Italia ha le mani legate, primo perche' le decisioni sono comunitarie e secondo perche', in materia di credito, ci sono delle regole internazionali.

Se hai una impresa o se gestisci un'impresa, devi conoscere il quadro, il contesto, il mercato.

Quel quadro e' cio' che e' dipinto qui sopra.

Ora, ci sono due altri fatti che devi conoscere, altrimenti rischi di trovarti a leggere altre favole dei fratelli Grimm.

Sono due fatti che io ascolto frequentando le banche e ascoltando cio' che si dice nei corridoi (e che ancora non e' noto sui giornali).

  • Il primo fatto e' che le regole per la concessione del credito, fissate dalla BCE, saranno piu' restrittive e non piu' espansive: nei prossimi mesi ci saranno altre fusioni, accorpamenti, licenziamenti nel sistema bancario europeo e di riflesso italiano. La mamma BCE che con una mano espande il credito, spesso con sigle di difficile comprensione per il piccolo imprenditore (TLTROs, lascia perdere la traduzione, e' una fregatura), con l'altra introduce regole piu' restrittive per le banche, se vogliono darlo all'economia reale.

  • Il secondo fatto e' che le regole per la concessione del credito, fissate a livello internazionale dagli accordi cosiddetti di Basilea, non sono affatto piu' leggeri di prima, anzi. Il principale cambiamento (che ancora molti "piglianculo" - scomodando Leonardo Sciascia - non hanno compreso) e' che il credito sara' dato sempre piu' in funzione delle prospettive future di generazione di cassa e sempre meno in funzione delle garanzie.

Questi due fatti significano una sola cosa, semplice.

Drogato.

Liquidita', tanta liquidita', tantissima liquidita' pompata nel sistema.

Ma, di quella liquidita', quanta ne arrivera' a te, piccolo imprenditore?

 

SAPER PRENDERE IL LIQUIDO
Il mercato degli imprenditori di domani, dal punto di vista della negoziazione bancaria, sara' diviso in due:

  • Quelli che sapranno prendere il liquido

  • Quelli che non lo sapranno fare

Punto; questa sara' la divisione del mercato.

Quello che molti diversamente intelligenti non hanno compreso e' che il mercato finanziario mondiale e' oggi una bolla gigantesca di liquidita' senza sottostante.

Ora, in quel mondo, tutto e' a rischio.

Solo i diversamente intelligenti, che pensano di poter scrivere di finanza come scrivono della torta pasqualina o della nazionale di calcio, scrivono su facebook che le banche non vogliono piu' dar credito.

E' vero esattamente il contrario.

Le banche, sono alla ricerca disperata di impieghi, perche' il loro problema non e' la mancanza di liquidita', ma l'eccesso di liquidita'.

Hanno cosi' tanti soldi che non sanno dove metterli.

Nel fatto che, se tu non sai come si negozia in quel mercato, con le nuove regole che sono state introdotte, finirai nella seconda categoria, quella di coloro che non sanno prendere il liquido.

Quello che sto cercando di farti comprendere e' che si profila sul credito uno strano mercato, diviso in due.

Esattamente, hai capito bene: pochissime opportunita' per molti imprenditori (faranno la fame) e tantissime opportunita' per pochi (avranno di che scegliere).

Lo so, e' ingiusto, ma che vuoi farci?

Si', lo so, staro' antipatico a molti, perche' dico le cose come stanno.

Non sono io a far le regole del gioco bancario, io le divulgo con un corso esclusivo, WIN the BANK.

Anzi, gia' che ci siamo, ora ti spiego perche' WIN the BANK e' diverso da tutto il resto.

 

COSA POSSO FARE PER TE?
Una cosa che nessun altro fa oggi, caro imprenditore: insegnarti come si ottiene credito da una banca.

Non perche' ti diciamo le nostre opinioni, ma perche', come spiego gia' da molto tempo sul blog dietro a WIN the BANK c'e' un'approfondita e continua indagine presso il sistema bancario italiano.

Nel blog sono scaricabili per i soli iscritti una cinquantina di guide, per un totale di circa 2.500 pagine di consigli professionali gratuiti.

Ma, se ben conosco il mio staff del marketing, stai tranquillo che a breve la pacchia finira'.

Migliaia di persone hanno scaricato gratuitamente i nostri materiali, che sono solo un assaggio, un aperitivo di cio' che viene spiegato nel primo e tutt'ora unico Corso di negoziazione bancaria in Italia, WIN the BANK

Perche' unico?

Perche' e' il solo posto in cui non si spiega la teoria, ma la pratica.

Si spiegano le cose che servono per ottenere il credito, il denaro, il liquido.

 

COSA FUNZIONA E COSA NON FUNZIONA IN ITALIA
Vediamo le cose in modo analitico.

Se mettiamo su un asse la competenza tecnica e sull'altro la praticita', oggi ci sono sei tipi di posti in cui si possono ottenere informazioni sul tema credito, in Italia.

Dove si rivolge un imprenditore?

Al posto piu' basso, sia come competenza, sia come praticita', c'e' sempre, in pole position, "l'amico" o "l'uomo di relazioni", colui che millanta amicizie politiche, relazioni e conoscenze in banca.

Ascolta, fatti un favore.

Stai lontano da questi ruffiano come da un appestato: non ha nessuna competenza e nessuna praticita'. Se va bene, non serve a nulla, se va male ti porta dritto in galera.

A seguire, c'e' tutto un mondo che funzionava bene fino a qualche anno fa, che e' il mondo delle associazioni di categoria, dei Corsi di formazione pagati coi fondi pubblici, dei crediti formativi per imprenditori, tutta roba gratuita o a bassissimo costo.

Ah, se hai voglia di stringere mani in un convegno, un workshop, un seminario, e' la strada giusta.

Poi, vi e' tutto il mondo della formazione che si fa in aule; tipicamente i corsi per ordini professionali, le Universita' coi vari Master e le Business School. Sono strade ad alta competenza e bassa praticita'. Ottima cosa, se vuoi diventare un teorico di materie tecniche. Sostanzialmente inutile se vuoi portare a casa un risultato pratico come un finanziamento da una banca.

E poi, ci siamo noi.

 

CONCLUSIONI
Ah, ma questo e' un articolo di vendita! – protestera' il solito diversamente intelligente.

Esatto, bravo, hai capito bene.

Noi vendiamo un servizio unico sul panorama italiano, perche' nessuno ha ancora capito davvero cosa sta succedendo.

WIN the BANK e' l'unico Corso dalla parte degli imprenditori, per dare loro un aiuto pratico, o meglio: per mettere loro in grado di aiutarsi da soli.

Per la sua unicita', il blog sta esplodendo e il progetto in poco piu' di un anno ha avuto un successo straordinario di pubblico e di critica, come la rassegna stampa del blog dimostra.

Certo, io non sono imparziale e qualcuno potra' criticarmi per questo.

Sono un uomo di parte, sto dalla parte degli imprenditori e lo dichiaro.

Sono un uomo dichiaratamente di parte, perche' solo un idiota non sa da che parte stare.

In tanti mi chiedono, quando scrivo sul blog o sulla mia rubrica alla pagina di economia di Panorama articoli come questo che fanno il quadro dello scenario, quale sia la soluzione pratica che io propongo.

Io non sono uomo da bar; non mi perdo in chiacchiere inconcludenti e non dispenso opinioni non richieste.

Io offro una soluzione pratica solo per coloro che, avendo a che fare con imprese, vogliono sapere come faranno domani ad aver denaro da una banca.

Punto; io professionalmente so fare solo quello e solo quel problema risolvo.

Coloro che sono interessati a quello, possono chiedere di entrare nel nostro gruppo facebook e informarsi sulle nostre future iniziative in Italia.

Informati perche' saranno pochissime e non per tutti.

Il mio tempo e' limitato ed e' a disposizione solo di quelli che vogliono rimboccarsi le maniche e acquisire una soluzione pratica; non dei lagnosi, dei polemici e di quelli che cercano scorciatoie inconcludenti.

Certo, ci sono anche altre strade; per esempio quella di criticarci perche' svolgiamo, facendoci pagare, il nostro lavoro.

Oppure, quella di aspettare, stringendo mani unte di salatini, che qualcuno ti eroghi un corso gratuito che ti dia gli stessi risultati.

Come ho detto, ci saranno solo due tipi di imprenditori, domani.

  1. Quelli che sapranno prendere il liquido

  2. Quelli che non lo sapranno fare

Nel gruppo facebook di WIN the BANK si iscrivono solo quelli che vogliono far parte del primo gruppo.

E ora che hai sentito la favola:

Buona crescita.

 

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