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Le 7 regole per farsi finanziare dalla banca

 

Le 7 regole per farsi finanziare dalla banca
 

Un articolo di Valerio Malvezzi

COSA E' FONDAMENTALE DEL TUO BILANCIO?
Spesso la gente si lamenta del rating bancario.

"Il rating ha detto no!" – e' il grido di dolore.

Ma in realta', non sono poi molte le cose fondamentali da conoscere del proprio bilancio. Ieri sera nel mio studio e' passato a trovarmi un amico bancario e con lui si e' un po' chiacchierato delle cose fondamentali che un piccolo imprenditore – ma sovente anche il suo professionista – trascura.

Sono sette.

 

REGOLA N. 1: ESSERE IN UTILE
Le imprese finanziate dalla banche devono essere in utile.

Non diro' nulla di straordinario.

Eppure, allora mi spieghi perche' quasi quotidianamente ascolto un commercialista che si lamenta del fatto che le banche non capiscono nulla?

Poi, mi sciroppo tutta una lunga spiegazione sul fatto che non sanno leggere un bilancio (non direi, avendo insegnato la certificazione delle competenze creditizie in banca).

A riprova di cio', mi porta sistematicamente l'esempio della sua azienda che ha fatto la svalutazione, beneficiando della norma fiscale tal dei tali. Oppure, gli accantonamenti e gli ammortamenti "pesanti" sul bilancio.

Quindi, la frase di rito.

Allora, intendiamoci.

Se mio nonno avesse avuto le ruote, sarebbe stato una carriola.

Quel che conta e' il risultato formale, quello che risulta. Se tu hai deciso di fare una politica fiscale per non pagare tasse, libero di farlo, soprattutto in un Paese in cui lo Stato e' un gabelliere dei piccoli imprenditori.

Ma poi non piangere se le banche non ti possono finanziare: libero di lavorare coi tuoi soldi.

Le banche finanzieranno domani solo le aziende in utile.

Puo' succedere un anno negativo, ma non una serie.

Tu metteresti i tuoi soldi in una impresa sistematicamente in perdita?

Ecco, perche' le banche non mettono nemmeno i soldi loro, ma i nostri, quelli dei risparmiatori.

Quindi, io da risparmiatore sono contento che non si finanzino piu' imprese in perdita.

Quindi, quando vedo imprese in perdita che si stupiscono di non essere finanziate dalle banche cattive, la prima cosa che consiglio loro e' di analizzare cosa non va del loro business, cioe' di fare un bel check up economico, non solo finanziario.

Prima si mette sulla carreggiata giusta un'azienda, poi si va in banca.

Punto, il resto sono fregnacce.

 

REGOLA N° 2: AVERE PATRIMONIO
Le imprese finanziate dalla banche avranno un rapporto minimo di patrimonializzazione. Se il tuo capitale non e' in azienda, scordati che la banca voglia mettere il suo, se non con pesanti penalizzazioni (garanzie, ecc.).

Nell'ultimo Corso di WIN the BANK, un consulente durante la pausa caffe' mi ha obiettato: "Io non sono d'accordo, consiglio sempre ai miei clienti di non mettere il proprio denaro in azienda, per avere una leva contrattuale dal lato dei risparmi".

E poi ha aggiunto: "Non dobbiamo essere d'accordo su tutto."

Come a dire, su questo solo punto non sono d'accordo.

Ho risposto che in effetti non e' affatto necessario essere d'accordo e che non mi interessa l'approvazione.

La ragione e' che io non espongo le mie personali opinioni.

Quindi, non me ne frega assolutamente nulla conoscere l'opinione di altri al riguardo. Io non sono qui per discutere teorie, ma per mettere a disposizione delle informazioni.

Cio' che conta non e' come io o te vediamo le cose, ma come le vede il mercato del credito, la banca.

Le banche, tutte le banche del mondo, preferiscono vedere i soldi in azienda piuttosto che investiti in altre attivita' economiche.

Le ragioni sono tecniche e sono da rinvenirsi nelle regole del mercato degli intermediari creditizi, nelle modalita' di funzionamento dei sistemi di rating sintetici, nei sistemi di controllo e supervisione di Banca d'Italia e di Banca Centrale Europea.

E se anche il tuo professionista ti consiglia diversamente "perche' cosi' abbiamo un'arma commerciale" digli pure da parte mia che ti sta consigliando un'enorme cagata.

 

REGOLA N° 3: REGGERE IL PESO
Le imprese finanziate dalla banche avranno un rapporto sostenibile tra il finanziamento accordato e la capacita' di sostenerlo.

Il debito e' sempre un peso.

Per il solo fatto che tu ti sia indebitato sei immediatamente, agli occhi della banca, piu' rischioso.

Quindi, quando tu imprenditore ti rechi in banca a chiedere un nuovo prestito, la valutazione non e' solo storica, ma prospettica.

Questo sara' un cambiamento epocale delle regole di valutazione del credito e sara' imposto dalla Banca Centrale Europea e dalle normative in materia di erogazione del credito.

Se ancora alcuni imprenditori pensano di andare in banca con la regola BCB (Brochure, Camerale, Bilancio) riceveranno giustamente una sonora porta in faccia.

La ragione e' che la banca valutera' sempre piu' non solo lo storico, ma il prospettico.

Quindi, esiste una congruita' tra il peso del nuovo debito e la capacita' di rimborsarlo.

Purtroppo, molti pensano che questo sia scritto nelle favole, nelle fiabe e nei sogni che raccontano.

Le banche leggono il bilancio e calcolano una cosa che si chiama cash flow: il flusso di cassa.

Se la cassa che hai prodotto storicamente (cash flow) e' ragionevolmente superiore della vecchia cassa e di quella nuova che vai a chiedere (in considerazione della nuova cassa che produrrai) allora la banca ti seguira', altrimenti niente da fare.

Ho visto troppi business plan disegnare voli pindarici.

Quel che conta e' il realismo rispetto a cio' che la storia della tua cassa dice di te.

Punto, senza discussione.

 

REGOLA N° 4: VENDERE
Tanti pensano che i bancari hanno l'anello al naso.

In realta', sanno benissimo cosa sia il magazzino e come si facciano a valorizzare le rimanenze finali.

Quando vedono dei numeri anomali del bilancio, con valori del magazzino ampiamente superiori al normale, pensano immediatamente che ci sia un problema.

Bada bene che normale e' un concetto relativo, cioe' rispetto alla media del settore. Tuttavia, ci sono rapporti aziendali di ragionevolezza, ampiamente condivisi e noti.

Se il magazzino e' anomalo, cioe' troppo grande, non e' un bel segno.

Sai cosa pensa la banca di quell'impresa?

Due cose:

  1. e' gonfiato

  2. non vende

Sai, non so dirti quale sia la cosa peggiore.

Anzi si', direi la seconda.

Il che, talvolta, e' anche vera.

 

REGOLA N° 5: INCASSARE
Il tuo bilancio dice molto di te, non solo alla voce magazzino.

Esiste un'altra voce molto importante: i crediti.

Domani, quella voce sara' monitorata dalle banche in modo maniacale.

La ragione e' ovvia: siamo in un mercato in cui tutte le norme sono andate a puttane, e pagare e' diventato, per molti un lusso.

Ebbene, alle banche non piace finanziare tale lusso.

Quindi, se vedono nel tuo bilancio un rapporto anomalo dei crediti sul fatturato, possono pensare che tu magari sappia anche vendere, ma che tu non sappia incassare.

Proprio per questa ragione nei nostri Corsi dedichiamo molta cura a questo aspetto, e per tale ragione consigliamo alle imprese le migliori soluzioni di questi problemi (come ad esempio il factoring gestionale - e non bancario - materia pressoche' sconosciuta proprio in Italia, dove piu' ci sarebbe bisogno).

 

REGOLA N° 6: GESTIRE IL PESO DEL DEBITO
Meno sei indebitato, piu' credito avrai.

Anche questo ti sembrera' banale, ma allora perche' le persone non fanno nulla per monitorare tale aspetto? Esistera' un ben preciso rapporto di ragionevolezza tra il debito finanziario (parlo di quello oneroso, non del TFR o dei debiti tributari o dei fornitori) e la tua capacita' di sostenerlo.

Di nuovo, ieri sera si parlava con il mio amico bancario (persona con importante potere decisionale) del concetto di "servizio del debito".

Alle banche interessa una sola cosa: riuscira' l'azienda a ridarmi i miei soldi?

Non sono un ente di beneficienza, non devono affatto "aiutare l'economia" e altre scemenze del genere che si leggono da parte degli ignoranti in materia finanziaria.

Le banche sono aziende commerciali il cui fine e' fare utili, coi quali pagare i prestiti e remunerare gli azionisti: esattamente come la tua.

Fuori dai coglioni i commenti morali, che non servono.

Qui si parla di risolvere problemi pratici aziendali.

E allora, se sei un imprenditore, devi sapere che la ragionevolezza del debito non si misura in senso assoluto, ma relativo.

Relativo a cosa?

Di nuovo, al tuo cash flow.

Alla cassa che produce la tua impresa.

Banale, forse!

Allora, perche' nessuno lo dice?

Esiste un preciso indirizzo a livello europeo di accorciamento del tempo.

Significa che, a parita' di cash flow (cioe' di cassa, di denaro) che produce un'impresa, sara' minore, in futuro, il rapporto di moltiplicatore sul debito ottenibile.

Chi non comprende che questo e' lo scenario, continuera' a pensare, vedendo il telegiornale, che poiche' mamma Draghi sta pompando denaro in Europa, domani ci sara' denaro per tutti.

Dopodiche', la sua azienda saltera', perche' non conosce questi rapporti.

 

REGOLA N° 7: GESTIRE IL PESO DEGLI ONERI FINANZIARI
Il debito, si porta dietro oneri finanziari.

Ma attenzione, perche' non esiste un legame fisso, poiche' mentre esiste solo un tipo di capitale di rischio (il patrimonio dell'imprenditore) esiste una molteplicita' di capitale di debito.

Sai benissimo che uno scoperto di conto corrente non ha lo stesso tasso di un anticipo fatture, di una Riba, di un leasing, di un finanziamento chirografo o di un mutuo.

Non solo, sai benissimo che, a parita' di strumento, esistono prezzi sul mercato molto diversi da istituto ad istituto.

Quindi, il peso complessivo degli oneri finanziari dipende anche e soprattutto dalle forme di capitale di debito, non solo dal loro peso.

Esiste un binario di ragionevolezza sul peso che tali oneri finanziari possono avere, cioe' un binario ben preciso sul quale gli oneri finanziari possono correre.

Se gli oneri finanziari superano un livello di ragionevolezza, allora l'impresa diventa non solo piu' finanziabile da una nuova banca, ma probabilmente non piu' finanziabile dalle banche gia' affidatarie.

Quindi, come hai compreso, non e' un valore assoluto, ma nuovamente relativo.

Non e' "alto" o "basso" il costo del denaro in senso assoluto, non sto parlando di anatocismo.

Sto parlando di sostenibilita', che dipende da una variabile.

Quale?

Sempre quella, sempre quella.

La tua capacita' di produrre cassa, cioe' il tuo cash flow.

 

CONCLUSIONI
Se cercavi un articolo tollerante con le imprese e di denuncia con le banche sei rimasto deluso. Semplicemente, non e' questo lo scopo di questo articolo.

Piangere, lagnarsi, non serve a nulla. Nel blog trovi decine di altri articoli che condannano il sistema attuale e lo spropositato e deviante ruolo della finanza.

Ma non e' questo il fine di questo articolo.

Qui si dice agli imprenditori che la finanziabilita' di una impresa dipende, in estrema sintesi, da poche e semplici regole.

Conoscerle significa fare un primo passo verso la soluzione.

Se vuoi sapere dove condurre la tua impresa, sappi che questa e' la strada.

Non e' la strada comoda, ma e' la strada corretta.

Prossimamente, pubblicheremo alle risorse professionali del blog un modello per un calcolo automatico di questi indicatori, attingendo a un ben noto modello sintetico di lettura di alcuni dati del bilancio.

Al modello sara' allegato un manuale che ti spieghera', passo per passo, come si interpretano i numeri e come si valutano, rapidamente, i risultati.

Un imprenditore non si piange addosso, perche' il mercato e' difficile, duro, ingiusto o truccato. Non resta nemmeno fermo a bearsi delle notizie giornalistiche che dicono che la Banca Centrale Europea sta inondando di soldi il mercato bancario.

Non si lagna e non si illude.

Si rimbocca le maniche, per capire solo una cosa.

Arriveranno i soldi, a me?

Se sei un imprenditore con le maniche rimboccate ora...

Buona crescita.

 

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