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Perche' dopo BREXIT non arriveranno soldi dalle banche all'economia?

 

Perche' dopo BREXIT non arriveranno soldi dalle banche all'economia?
 

Un articolo di Valerio Malvezzi

LA BREXIT
In questi giorni tutti stanno discutendo di Brexit e ora la stampa di regime si affanna a dipingere gli inglesi come un popolo di matti incompetenti o di vecchi rincoglioniti.

Tanti ora fanno discorsi da bar, chiedendo agli inglesi di "fare presto a uscire dall'Europa", per rispetto della democrazia. Dimenticando, con tale becero ciarlare, un paio di cose inconfutabili.

La prima, che gli inglesi sono stati i primi a portare nel mondo la democrazia, avendo promulgato la Magna Charta.

La seconda, che le regole democratiche non si impongono, ma si applicano: esiste un trattato che stabilisce le procedure di uscita, e quindi non v'è nulla da inventare, a scopo propagandistico, per demonizzare chi ha fatto una scelta di libertà.

Ciò detto, pochi sanno che, nella stessa settimana della Brexit, alle banche private sono stati dati, da un'altra banca privata, la BCE, fondi da investire nelle imprese.
Formalmente, per sostenere la crescita.

Ma così, al di là dei proclami, non sarà.
Ecco – se vuoi conoscere un'altra versione della storia – il perché.

 

LA MAGNA CHARTA LIBERTATUM
La Magna Charta Libertatum, concessa a denti stretti dal Re Giovanni Senzaterra ai Baroni Inglesi, benchè documento medievale, è universalmente riconosciuta come il primo documento fondamentale per il riconoscimento universale dei diritti dei cittadini.

In essa, per la prima volta nella storia del mondo, compaiono alcuni diritti, come ad esempio la garanzia, valida per tutti gli uomini di condizione libera, di non poter essere imprigionati senza prima aver sostenuto un regolare processo, oppure il divieto per il sovrano di imporre nuove tasse ai suoi vassalli diretti senza il previo consenso del commune consilium regni, il consiglio comune del regno.

A me pare che, per alcuni versi, tali norme medievali siano più democratiche di quelle impostaci dagli oligarchi dell'Unione Europea, negli ultimi anni, a noi o alla Grecia, per esempio.

Lo pubblico perché trovo un po' paradossale che oggi, dopo un voto democratico, da parte di gente al vertice delle istituzioni europee che dice che sia un errore concedere la libertà del voto ai popoli, si pretenda di dare agli inglesi lezioni di democrazia, dato che l'hanno inventata.

 

I CASI STRANI DELLA VITA
Che combinazione, succede la stessa settimana del voto inglese.
Come ho spiegato nella mia rubrica "Conquista la banca" su Panorama, caso strano nella stessa settimana della Brexit c'è stata l'asta dei fondi della BCE (la Banca Centrale Europea), detti TLTROs (Targeted Long Term Refinancing Operations).

Che è sta roba? – penserai.
Un trucco finanziario.
Parole vuote, a indicare il rifinanziamento delle imprese.

Oh, e fin qui nulla di nuovo: le banche fanno un margine tra il costo del denaro raccolto e il prezzo del denaro venduto, da sempre.

Solo che l'annuncio della nuova asta del secondo tipo - prima avevano già fatto queste cose, con risultati fallimentari, come andrò a documentare – è avvenuto a marzo. Motivazione ufficiale: sostenere la crescita dell'economia dando prestiti alle imprese.

Va beh, vedremo tra poco quali risultati abbiano prodotto le aste precedenti, nei numeri.
Sta di fatto che le banche europee hanno preso i soldi dalla BCE, guarda caso la settimana della Brexit.

 

MA QUALI BANCHE EUROPEE?
Seconda combinazione.
Quali banche? In tutta l'eurozona, 514 banche hanno fatto richieste per quasi 400 miliari a quattro anni, mentre sono stati rimborsati 368 miliardi di soldi che facevano parte della prima operazione (Tltro1). Insomma, poco più di 30 miliardi di nuovi prestiti alle banche, a fronte dei 50 che ci si aspettava, in termini di saldo netto. E quali banche hanno preso, per la maggioranza, questi fondi messi a disposizione dalla Banca Centrale Europea?

Che strano; le banche italiane.
Basti pensare che dei 30 miliardi di nuovi prestiti alle banche, quasi 22 in tutta Europa sono andati a banche italiane, e in particolare a 13 primari istituti (che hanno rinegoziato oltre 110 miliardi).

Insomma, le banche italiane sono quelle che, in tutta Europa, si sono buttate a pesce sui fondi per crediti "targeted", cioè destinati alle imprese. Va precisato che sono denari in prestito alle banche non solo a costo zero, ma anche negativo. In pratica, vi è un meccanismo di premio per il quale se una banca presta più soldi ottiene un tasso addirittura negativo (ovvero -0,4%), garantito se la banca farà crescere il valore di questi prestiti del 2,5% entro un anno e mezzo (fine gennaio 2018).

Se guardiamo ai saldi tra richiesta e rimborso, troviamo in testa Intesa Sanpaolo con un aumento di esposizione verso la BCE di 8,4 miliardi, e Unicredit con un aumento di 8,3 miliardi. Al terzo posto MPS, con un saldo in crescita di 1,45 miliardi, ma hanno fatto provvista anche Banco Popolare, Ubi Banca, Bper, Banca popolare di Milano, ICCREA e altri.
Non so se è chiaro, ripeto meglio.

Tutto questo, la settimana della Brexit.

 

MA QUEI SOLDI SOSTERRANNO LA CRESCITA?
Ora, gli europeisti convinti – che in queste ore diventano rabbiosi facinorosi, a fronte del voto inglese – sosterranno che quei soldi servono a sostenere la crescita del nostro Paese.
Vi dico la mia opinione.

Didascalia: palle rosse e gialle

Palle.
Vi raccontano palle rosse e gialle.

E ora motivo il perché.
Quei fondi sono stati erogati la settimana del voto inglese poiché qualcuno, al di là dei sondaggi falsi sui giovani inglesi a favore dell'Europa e dei vecchi rincoglioniti a favore della libertà – gli stessi che continuano a circolare anche dopo che il popolo sovrano si è espresso – sapeva benissimo che era altamente probabile il voto contro l'oligarchia antidemocratica europea.

Dal momento che si temeva un contraccolpo soprattutto sul sistema bancario – guarda caso quello più colpito dalle borse, poiché gli speculatori sanno che lì è il ventre molle – era necessario dar liquidità.

Da che mondo è mondo il vero problema del sistema, l'assillo delle banche centrali, è infatti la crisi della liquidità cioè la crisi del cosiddetto "interbancario". Esplose così in Italia il "credit crunch" con la crisi del 2008, quando una banca italiana chiuse i cordoni della propria borsa ad altre.
Quando è carente la liquidità, in situazione di tensione aumenta la sfiducia, e questo può creare il panico.

E così, casualmente, nella stessa settimana del voto inglese le banche italiane facevano ampia provvista di fondi da mamma BCE, diventando ancora più liquide.

Siete davvero così sicuri che qualcuno, al di là dei rassicuranti sondaggi e delle propagandistiche dichiarazioni, non fosse già a marzo a conoscenza di un altissimo rischio Brexit?

 

E IN PASSATO COSA E' SUCCESSO?
Le dichiarazioni su un futuro roseo sono sempre bene accette, ma dipendono dal pulpito e dal predicatore.
Vediamo i dati storici, prima di far previsioni.

Nelle tabelle che seguono, ti indico i risultati della prima manovra per "sostenere l'economia". Si chiamava TLROs 1.

Ora, prima di vedere il grafico, ti spiego alcune cose per rendertelo semplice da capire:

  • Il grafico indica la quantità di soldi presi dalle banche dalla Banca Centrale Europea

  • Nei box, ti ho messo il costo del denaro (indicato in rosso)

  • Quel costo, è stato cambiato tre volte: a settembre 2014, a settembre 2015, a marzo 2016

  • Normalmente, sul mercato del pesce, se il prezzo del pesce scende, se ne compera di più

  • Normalmente, sul mercato del pesce, se il prezzo del pesce sale, se ne compera di meno

  • Quindi, dato che il prezzo del pesce (denaro) è sceso, dovremmo vedere una curva in salita

  • Altrimenti, dovremmo dedurre che qualcosa non torna

Bene, buona lettura del successo delle operazioni della BCE.

 

BREVE SINTESI OPERAZIONI T-LTROs

 

IL DENARO E IL MERCATO DEL PESCE
Per i miei articoli, in passato, mi sono preso vari insulti tra i quali "populista" e "volgarizzatore".
Ebbene, ne vado fiero.

In un mondo in cui tanti non si fanno capire, banalizzare, cioè rendere banali cose apparentemente complesse, non mi pare una colpa. Nemmeno, in un mondo in cui politici e massimi funzionari dell'Unione Europea dicono che è stato un delitto far votare il popolo, il termine "populista" affatto mi offende.
Io vengo dal popolo e parlo come mangio.

Dicevamo, dunque: vediamo di capire la aste del denaro come il mercato del pesce.

Se guardi il grafico precedente, osservi che, dopo una punta a dicembre 2014, quando sembrava che dar soldi alle banche servisse a rilanciare l'economia, si ha un crollo del denaro preso dalle banche.
Ti faccio notare che il costo del denaro, che già era quasi zero (0,15%) viene prima portato dalla BCE quasi a zero (0,05%) a settembre 2015, e poi a zero a marzo 2016.

Ora, supponi che le domande le faccia la BCE al mercato, e le risposte le diano le banche.

Supponi ora che le banche siano il ristoratore, che deve rivendere le orate al cliente finale (imprese).

Marzo 2015
D. Signora, vuole dello splendide orate a 15 euro al chilo?
R. No, grazie.

Settembre 2015
D. Signora, vuole dello splendide orate a 5 euro al chilo?
R. No, non ho bisogno di orate, non le compera nessuno.

Marzo 2016
D. Signora, vuole dello splendide orate a gratis?
R. Ma per carità! Se le mangi lei!

Perché il ristoratore non compera il pesce al mercato?
Semplice: perché non riesce poi a vendere, per quanto a basso costo, il pesce.

Per quanto basso, qualsiasi costo è troppo alto se non riesci a rivenderlo. Le banche non hanno più comprato, a qualsiasi prezzo, il denaro dalla banca centrale, per la semplice ragione che, con le regole che lo stesso sistema bancario ha imposto – e in assenza di politiche europee economiche e non monetarie - non riescono più a rivenderlo sul mercato.

La crescita è una bufala.

Bene, hai appena compreso il significato del complesso grafico della Aste del denaro presso la Banca Centrale Europea.

 

IL NUOVO MERCATO DEL PESCE
E ora, dopo tali fantastici e brillanti risultati, invece di cambiare strada e affermare, senza tema di smentita, che quella dell'Unione Europea come è stata concepita – in assenza di qualsivoglia unione politica - è una strada oligarchica e antidemocrtica di schiavitù e fame economica, basata solo su una moneta senza Stato (l'Euro), si inventano la versione seconda.

In cosa consiste?
Nel fatto che, casualmente, a marzo 2016 annunciano che a giugno dello stesso anno ci sarebbe stata una nuova asta, nella quale il denaro non solo sarà dato alle banche a tasso zero, ma negativo. Casualmente, l'asta viene fissata la stessa settimana del referendum inglese, quello nel quale si racconta la fiaba che solo i vecchi rincoglioniti siano così sprovveduti da voler uscire dal regime di schiavitù.

Ma cosa vuol dire tasso negativo, per le banche?
Detto così, non so quanti capiscano.
Vediamo di parlare come al mercato del pesce, che così tutti possano sapere.

Bene, questa seconda strada viene chiamata TLTROs II (a loro le sigle incomprensibili piacciono tantissimo).

Già sappiamo che sono prestiti fatti alle banche perché questi usino tali soldi per finanziare l'economia reale, cioè sostanzialmente le imprese.
Vediamo allora il grafico del mercato del pesce, nell'ultimo periodo.
E' lo stesso di prima, solo che alla fine vedi una piccola freccia di colore verde.

Vediamo di commentare:

  • Quando il pesce costava 15 euro al chilo, se ne vendevano 130 tonnellate, al mercato

  • Ora che te lo tirano dietro (cioè ti regalano 40 centesimi al chilo), se ne vendono 30 tonnellate

Ma lo capisci che non te la raccontano giusta, su questa "ripresa"?

 

IL NUOVO DIALOGO SUL MERCATO DEL PESCE
Vediamo prima come te la raccontano i giornali, questa manovra, detta TLTROs II.

Noi, la chiameremo sempre mercato del pesce, ma prima vediamo cosa dicono i soloni.

T-LTRO II
GIUGNO 2016: il tasso applicato è il -0,40% (pari a quello applicato ai depositi "overnight" delle banche) se le banche aumentano gli impieghi verso le imprese almeno del 2,5% entro la fine di gennaio 2018. Se lo fanno in una percentuale inferiore, il tasso applicato sarà proporzionale (in aumento). Tale meccanismo premia quindi le banche che danno più credito all'economia reale.

Vediamo di capire cosa si dice tra i comuni mortali sul mercato del pesce.
Ora, supponi sempre che il venditore del pesce sia la Banca Centrale Europea, mentre il ristoratore al mercato sia la banca privata, la quale poi dovrà rivendere il pesce al suo cliente, imprenditore.

Giugno 2016
D. Signora, vuole dello splendide orate, non solo a gratis, ma anzi a pagamento?
R. No, grazie, non lo compera più nessuno le orate al mio ristorante. Ma poi che vuol dire a pagamento?
D. Signora, la pago io 40 centesimi, se compera le mie orate. A patto che le venda ai suoi clienti.
R. Cioè, mi faccia capire: lei mi paga se io compro le sue orate e le rivendo ai miei clienti?
D. Esattamente.
R. Va beh, me ne dia un paio, magari a qualcuno la vendo.

Ecco, hai appena compreso dove hanno condotto la moneta, cioè l'euro che tanto si affannano a difendere.

E ora, torniamo indietro al quadro del mercato, dove oggi ti tirano dietro il pesce.

 

MA CHI HA COMPERATO IL PESCE?
Guarda i valori sull'asse delle ordinate del grafico di cui sopra e le frecce rosse e verdi.

Come mai quando le orate costavano 15 euro al chilo se ne vendevano 130 tonnellate e ora che ti pagano 40 centesimi al chilo per comperarle se ne vendono soltanto 30 tonnellate?

Semplice: perché a livello europeo le banche non comperano più il denaro per le imprese. Tolto – questo è il punto – le banche italiane.

Questa serie di operazioni (le Aste) è servita per convertire i prestiti vecchi con quelli nuovi, e la crescita della liquidità, come saldo, è pari a 32 miliardi.

Ma a parte il fatto che ora che ti tirano dietro le orate siamo a livelli pari a un quarto degli scambi di un anno e mezzo fa, il punto nodale è un altro.
Quali banche hanno comprato le orate?

Abbiamo detto che la liquidità netta è cresciuta di soli 32 miliardi (un mezzo fallimento).
Di questi, abbiamo detto che 21,9 miliardi sono andati alle banche italiane: Intesa San Paolo (+8,4), Unicredit (+8,3), MPS (1,45), e un'altra decina di banche a seguire.

Possibile che a nessuno venga il sospetto che non sia un caso?
Sta di fatto che avete visto cosa è successo sulle borse, al comparto bancario. E sta di fatto che con la liquidità in pancia, sia meno probabile il crollo dell'interbancario nel ventre molle dell'Europa.

Quel poco che potevano fare, cambiare affinchè nulla cambi, lo hanno fatto.

 

CONCLUSIONE
Sì, ma sei un disfattista, perché di tutta quella liquidità, le banche italiane cosa se ne faranno? – mi dirà indispettito il solito filo governativo – La spenderanno per sostenere le imprese, quindi darà impulso alla crescita!

Mi spiace deludervi, anche su questo punto.
No, amiche e amici, non succederà.

Succederà quello per cui tutto questo trucco è stato pensato, e sta in una sola lettera.

TLTROs, dice la sigla incomprensibile.
La vedi quella lettera in mezzo alla parola?

La lettera R nella sigla sta per refinancing, cioè operazioni di rifinanziamento.

E dietro alle belle parole, sta una diversa sostanza delle cose.
Succederanno operazioni di rifinanziamento, esattamente come è successo nelle aste precedenti. Operazioni che saranno fatte con le imprese, certo.

Ma quali imprese?
Operazioni che produrranno utili, certo.

Ma quali utili?
Produrranno utili finanziari, per i disastrati bilanci delle banche e per quelli di talune imprese, con ben precise caratteristiche.

Ma, dato che di pesce e mercati del denaro abbiamo già a lungo dissertato, di questo, mio malgrado, si dovrà parlare in un prossimo articolo in cui dimostrerò, con esempi pratici, perché si tratta di operazioni di mera finanza, mentra nulla, ma proprio nulla, cambierà nell'economia reale.

Tanti piccoli imprenditori si illudono, se pensano che sarà domani più facile avere denaro dalle banche, solo perché sono più liquide.
Rifinanziamento, trasformazioni, alchimie finanziarie.

Con questa cieca fiducia nella finanza europea tutto si trasforma.
Ma nulla si crea.
 

 

 

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