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E se stessero, in gran segreto, preparando una nuova moneta, dopo l’EURO? – Prima Parte

Un articolo di Valerio Malvezzi e Piero Di Florio

PERCHE' SI FANNO TRATTATIVE IN SEGRETO?

Ogni tanto, nella storia dei Popoli, si fanno trattative segrete a livello di Governi. Solitamente, si risponde alla richiesta di maggior conoscenza (davvero minima) da parte della gente con l’argomentazione che i governanti, cosi’ facendo, intendono tutelare i governati.
Stiamo parlando di una sigla ancora oscura ai piu’:

TTIP – Transatlantic Trade and Investment Partnership

Si tratta di accordi transatlantici di partnership commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti.

In pratica, per fondere due mercati, superando barriere sugli scambi.
Lo sai che sono anni che se ne discute senza che la gente ne sappia quasi nulla?

Insomma, i padri intendono proteggere i figli, discutendo del loro futuro.

Se non che, cosi’ facendo, centinaia di milioni di persone, in questi anni, sono trattate come bambini, incapaci di intendere e di volere.

Ebbene, in questo articolo i bambini si ribellano e raccontano una fiaba ad altri bambini.

Il brutto e’ che, questa fiaba, e’ realta’.

UN PO’ DI STORIA, PER COMINCIARE…

Come ti abbiamo scritto in un precedente articolo su questo blog (Perche’ stanno, in gran segreto, rovinando l’economia – e non vogliono che la piccola impresa italiana lo sappia), esiste una chiara connessione tra la cosiddetta “crisi” e un cambiamento di modello economico avvenuto nell’economia mondiale, a partire dagli Stati Uniti, oltre trent’anni or sono.

A un certo punto della Storia, altri uomini di governo, sostanzialmente in gran segreto, decisero, per il nostro bene, di creare un mercato unico: quello Europeo.

Fu un lavoro che avvenne molti anni fa e condusse a quella che oggi e’ nota come Eurozona. Ci dissero che era per il nostro bene che noi non ne sapessimo nulla, non votassimo nulla, non avessimo alcun titolo di partecipazione non solo alla decisione, ma nemmeno alle conseguenze della decisione.

Di tutto quel percorso privo di decisione popolare, a parte l’abolizione delle frontiere, sono derivate due cose:

E se la storia stesse per ripetersi?

PER IL NOSTRO BENE?

Dicevamo, in apertura, che per il nostro bene, stanno lavorando a un’altra idea sostanzialmente analoga. Il fine dichiarato e’ quello di creare un nuovo mercato, dal quale nascerebbero nuovi commerci e nuovi investimenti.

Le stesse, identiche motivazioni della creazione dell’Unione Europea.
Solo che, di fatto, la sola cosa che e’ stata unita, dopo le merci, con l’abolizione delle dogane, e’ stata una moneta, la moneta unica, la moneta senza Stato.

Ebbene, ora qualcuno, finalmente, comincia a parlare di questa sigla oscura ai piu’: TTIP.

Ora, tu potresti pensare, come molti, che sia una novita’, una questione nata da poche settimane o pochi mesi, visto che la gente normale, dal telegiornale, non ne sa praticamente nulla.

Ma hai una vaga idea del livello di preparazione di questo disegno?

Lo sai da quanto ne stanno, per il nostro bene, in segreto, discutendo?

Lo sappiamo, non ci credi.

NON DITE NIENTE

Siamo nel 2016 inoltrato, e la gente non ne sa praticamente nulla.

Sono riusciti, in quasi 10 anni, a non far trapelare sostanzialmente niente.

Non ci credi che sia cosi’ tanto tempo?

Verifica le cose, informati.

L’idea dell’accordo nasce nel 2007 quando viene istituito il Consiglio Economico Transatlantico che pone le condizioni per la creazione di una zona di libero scambio tra Europa e Stati Uniti. Un trattato per abolire i dazi doganali e uniformare i regolamenti dei due continenti.

Nel 2013 Barack Obama, Barroso e Van Rompuy (questi ultimi non eletti da nessuno) danno il via ai negoziati. Il 14 giugno dello stesso anno il Consiglio europeo accorda alla Commissione Europea il mandato per negoziare a nome dell’Unione Europea.

Il pericolo maggiore deriva dal voler uniformare i regolamenti dei due continenti, una condizione secondo la quale non ci saranno piu’ ostacoli alla libera circolazione delle merci, di investimento e di gestione dei servizi.

E IL MADE IN ITALY?

Questi accordi, come abbiamo spiegato nel nostro precedente articolo, sono perfetti per le multinazionali, per le Corporations.

Ma le imprese italiane sono grandi?

Niente affatto.

Come sanno gli addetti ai lavori, le imprese italiane non sono piccole e medie imprese, come ci raccontano da decenni prendendo in giro la gente, ma addirittura piccole e micro imprese.

Con il libero accesso al mercato per i prodotti agricoli ed industriali non saremo piu’ in grado di distinguere un pachino siciliano da uno texano.

Scordiamoci il concetto di Made in Italy.

Il trattato e’ ancora in fase di negoziazione, anche se negli ultimi mesi si sono intensificate le trattative e gli incontri tra gli esponenti delle due posizioni, segno di una certa “urgenza” negli accordi.

E’ bene sottolineare che la quasi totalita’ dei consulenti dei negoziatori rappresentano gli interessi di lobby e Corporations. Le decisioni che verranno prese saranno estremamente vincolanti e per questo motivo e’ necessario tenere d’occhio tutte le fasi di negoziazione.

Qualcuno ne ha sentito parlare in Italia? C’e’ mai stato un dibattito sul TTIP?
In Germania ci sono state molte manifestazioni con 300mila cittadini che hanno riempito le piazze di Berlino dicendo no al trattato. Scommettiamo che i media italiani non hanno parlato neanche di questo? Tuttavia, gia’ 3.5 milioni di cittadini europei hanno firmato una petizione per dire no al trattato.

Milioni di persone che si oppongono, nel gran silenzio dell’informazione di Stato.

I negoziati, infatti, stanno avvenendo a porte chiuse. Questo tanto per rimarcare l’assoluta mancanza di controllo democratico tutte le volte che spunta fuori un trattato internazionale.

Si rispondera’ che sono temi per addetti ai lavori, argomenti tecnici.

Avremmo una domanda, per questi soloni servi dei regimi:

In tema alimentare c’e’ il rischio che i prodotti dell’ingegneria genetica americana possano finire sulle tavole dei cittadini europei. Carni agli ormoni e antibiotici, bestiame clonato, il famigerato pollo al cloro, ecc. In Europa tutto questo e’ (ancora) vietato.

L’associazione americana dei produttori di carne ha gia’ fatto sapere che non accettera’ nessun trattato che vieti l’uso degli ormoni.

LA FAVOLA DEL LUPO CATTIVO

Dato che siete dei bambini disciplinati, la maestrina Merkel, con l’aiuto di zio Obama, vi sta raccontando dalle pagine dei giornali soltanto nelle ultime settimane che e’ necessario, per il vostro bene, creare un mercato piu’ grande.

In questo mercato piu’ grande, ci saranno piu’ investimenti, piu’ commerci, e quindi tanti bei posti di lavoro per le persone e tanti lecca lecca per i bravi bambini che pagano le tasse e non rompono i coglioni facendo troppe domande.

Questa e’ la storia che vi raccontera’, nei prossimi mesi, il telegiornale.

Per gli altri, per i bambini discoli e indisciplinati, c’e’ la nostra, di storia.

Naturalmente, sei libero di credere alla favola del lupo della separazione dei mercati e alla lieta novella del mercato unico per il tuo bene.

Oppure, ora sei libero di leggere una storia diversa, un po’ piu’ cruda e meno poetica.

Ascolta anche la versione della fiaba WIN the BANK.

Allo Zio Sam, questo, non va bene.

Con questo trattato gli USA vogliono assicurare il dominio alle grandi Corporations americane, aggirando l’Organizzazione Mondiale del Commercio all’interno della quale i cosiddetti BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa) iniziano ad assumere un potere non indifferente. Per gli USA, quindi, questo accordo ha una valenza geostrategica molto importante.

Con il TTIP l’America vuole sostanzialmente blindare grandi zone di libero scambio dove i prodotti cinesi avrebbero difficile accesso.

Gli USA vogliono un patto di gestione del commercio ed hanno bisogno di un mercato di sbocco.

Noi.

E LA DEMOCRAZIA?

Se non che sorge un piccolissimo problema di metodo, un problema democratico: chi conduce le trattative?

Il commissario per il commercio della Commissione Europea, al secolo Cecilia Malmström, colei che di fronte alle 3.5 milioni di firme di cittadini europei contrari al TTIP, ha ammesso che non c’e’ mai stata un’opposizione pubblica cosi’ diffusa per un trattato commerciale.

Nonostante tutto, ha anche dichiarato che non intende arrestare la promozione dell’accordo dal momento che (citiamo testualmente):

Cioe’, fateci capire: dovremmo pensare che faccia il nostro bene una persona che si vanta del fatto di non essere delegata da noi a farlo?

Implicitamente, e’ chiaro anche a un mentecatto cio’ che significa quella frase, di una arroganza e violenza verbale incommensurabile: e quindi – dato che non ho un mandato dai cittadini europei – io non devo rispondere a loro.

Infatti, i membri della Commissione Europea, le cui decisioni sono vincolanti sullo stesso parlamento europeo, non sono altro che una pletora di nominati.

Il problema e’ prima di tutto di democrazia.

La Commissione Europea sta conducendo le negoziazioni sul TTIP a porte chiuse, senza il minimo coinvolgimento dei governi e dei parlamenti, addirittura ricevendo delle direttive direttamente da lobby come BusinessEurope e European Service Forum.

LA FAVOLA E LA REALTA’

La favola e’ raccontata ai bambini dicendo loro che l’accordo riguarda l’abbattimento dei dazi doganali e delle barriere.

Ufficialmente, l’accordo prevede :

  • eliminazione dei dazi doganali e delle barriere non tariffarie tra USA ed Unione Europea
  • semplificazione della compravendita di beni e servizi fra le due zone
  • crescita economica delle due macroaree, creazione posti di lavoro e diminuzione dei prezzi

Bene, questa e’ la favola raccontata al bambino.

La realta’ e’ che l’accordo riguarda la deregolamentazione di norme europee.

Il trattato nasce attraverso un processo di deregolamentazione che porta all’allineamento delle regole su:

  • commercio
  • ambiente
  • salute
  • lavoro

L’accordo ha come settori di riferimento i seguenti: merci, servizi, investimenti e appalti pubblici.

L’incentivo all’esportazione di beni e servizi tra i due Paesi si basa non sull’individuazione delle barriere fiscali da eliminare, che sono gia’ di per se molto basse (3÷5% stime UE) e in via di smantellamento nel quadro dell’OMC, ma sull’eliminazione di quelle regolamentari.

Ecco la verita’.

Si tratta quindi di barriere non tariffarie, ma normative ambientali, alimentari, sicurezza, procedure standard, ecc.

Le stesse barriere che finora hanno tenuto i cittadini europei al riparo dalle carni con ormoni, dal pollo al cloro, dai giocattoli con gli ftalati, da cibi con alte concentrazioni di pesticidi e ogm, considerato che proprio la Commissione Europea, in una indagine da essa svolta, ha evidenziato che le barriere non tariffarie piu’ rilevanti riguardano il mercato alimentare e i maggiori danni economici si concentrerebbero proprio qui.

La realta’ e’ che gli Stati Uniti sono in crisi e hanno bisogno di un nuovo mercato, il nostro.

Ma per creare dell’Europa un enorme supermercato americano, non intendono affatto accettare le nostre regole, ma semplicemente distruggerle.

Del resto, chi li comanda, non sono certo i cittadini americani, ma sono le lobby economiche e finanziarie mondiali.

UN ENORME SUPERMERCATO

Ecco, il disegno: l’Europa, un enorme supermercato.

L’Europa sarebbe invasa da importazioni di carne bovina e latticini dagli Stati Uniti, che hanno diversi standard qualitativi e concedono l’uso di prodotti chimici in Europa vietati.

Come vedi dal grafico, i prodotti DOP protetti dall’UE sono circa 1500, mentre la nuova lista in via di sviluppo ne prevedrebbe solamente 200.
D’altra parte, guardando in casa nostra, i prodotti “italian sounding” (ossia prodotti non italiani, ma che ricalcano quelli italiani per eccellenza) che sono in commercio in USA, potranno circolare anche in Europa, con conseguenze immaginabili per l’industria alimentare italiana, in larga parte costituita da piccole e medie imprese.

Ma non devi pensare solo ai prodotti del supermercato.

Gli accordi, di cui non sai probabilmente nulla, riguarderanno altre cose che toccano la vita dei cittadini.

La liberalizzazione dei servizi comporta che aziende private americane possano entrare senza problemi nel meccanismo di gestione dei servizi essenziali, come acqua, rifiuti, sanita’.

UNA GIUSTIZIA A MISURA DEI POTENTI

Tieni conto che cambiera’ completamente il sistema della giustizia.

Particolarmente importante, e allo stesso tempo inquietante, e’ l’esautorazione dei tribunali nazionali in caso di dispute legali.

Secondo gli accordi del trattato, e’ prevista l’inclusione di un meccanismo chiamato ISDS (investor to state dispute settlements), un organo di arbitrato internazionale che consente ad un soggetto privato di denunciare un Governo per i mancati profitti derivanti da politiche sociali.

Questo organo e’ stato introdotto gia’ dagli anni ’50 in diversi Trattati Internazionali, e si prefiggeva di dare agli investitori stranieri le stesse possibilita’ degli investitori locali, evitando cosi’ discriminazioni. Nella pratica, tuttavia, si e’ assistito quasi unicamente a cause mosse da potenti multinazionali contro diversi Stati, con richieste di risarcimenti di centinaia di miliardi di euro.

In sostanza, nel trattato vi sara’ un capitolo sulla protezione degli investimenti, che potrebbe garantire alle grandi multinazionali un potere eccessivo, consentendo ad imprese private la possibilita’ di presentare querele multimilionarie, presso tribunali internazionali di arbitraggio, nei confronti di Stati che intendano proteggere l’interesse pubblico, se questo comportasse una limitazione dei profitti degli investitori stranieri.

Le dispute legali si svolgerebbero davanti ad una corte arbitrale, le cui sentenze saranno inappellabili.

Inutile sottolineare che l’indipendenza dei giudici non sara’ affatto garantita.

 

UN MONDO COME BLADERUNNER?

Per coloro che hanno qualche anno in piu’, il mondo che stiamo descrivendo sembra assomigliare in modo inquietante ad alcuni film di fantascienza, come Bladerunner, nei quali il pianeta diventa governato dalle multinazionali e i governi non hanno piu’ potere.

Molti potranno pensare che questo articolo sia pessimista, infondato e paranoico.

Fantascienza?

Giudica tu, sulla base di cio’ che ti documentiamo, sui fatti.
Alcuni esempi di cosa e’ gia’ successo a causa di queste clausole sulla protezione degli investimenti previste da altri trattati internazionali da tempo in vigore.

MULTINAZIONALI, NON PMI

L’Italia – e in misura minore, l’Europa – e’ fatta di Piccole e medie imprese.

Ma il mondo internazionale del futuro, l’enorme supermercato, il mondo delle Lobbies e delle Corporations, non ha spazio per i piccoli, i microbi.

Ed ecco perche’ hanno pensato anche a questo.

L’accordo prevede anche la creazione di un Consiglio di Cooperazione Regolativa, che ha il compito di definire gli standard di libero scambio, “scavalcando” cosi’ i Parlamenti e le regole nazionali, armonizzando i nostri regolamenti con quelli statunitensi.

In tal modo non solo le regole gia’ in essere verrebbero modificate (se non stravolte), bensi’ ogni futura iniziativa legislativa sara’ posta al vaglio di tale organismo autoreferenziale e non votato democraticamente.

Democrazia cercasi.

Tutto questo, unitamente all’esautorazione dei tribunali nazionali nella risoluzione di dispute legali che verranno risolte da un organismo terzo – come gia’ avviene con i panel del WTO (world trade organization – organizzazione mondiale del commercio) – mette a rischio la tutela sociale ed ambientale garantita attualmente dalla legislazione europea, notevolmente piu’ garantista per i cittadini rispetto a quella americana.

In tema di PMI, la criticita’ e’ data dal fatto che queste entrerebbero nel TTIP quando i giochi saranno gia’ fatti.

Infatti, da un documento ufficiale dell’UE si apprende che il capitolo dedicato ai meccanismi di collaborazione con le PMI vedrebbe la luce solo in un secondo momento, ovvero a negoziati gia’ chiusi.

Per volere stesso della Commissione Europea, la documentazione relativa ai negoziati e’ mantenuta segreta e riservata per (dicunt) tutelare gli interessi europei nel negoziato.

La Comunita’ Europea negozia per conto di 28 Stati membri.

Nel settore chimico si confrontano due regolamenti sul controllo, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche: il REACH europeo e lo speculare TSCA statunitense per il quale non e’ previsto alcun obbligo generale di registrazione per le sostanze chimiche come condizione per la loro commercializzazione, requisito fondamentale per il REACH.

In ambito ecologico e delle nuove tecnologie si mantiene uno stretto riserbo sulle trattative, di cui si occupano – come menzionato dalla stessa UE – “organi competenti TTIP al piu’ alto livello”.

E IL CREDITO?

Solo uno sprovveduto, un bambino o un credulone puo’ pensare che non cambi nulla sul versante del credito.

Non e’ un caso che le leggi in materia creditizia siano state portate a livelli internazionali, di fatto esautorando i parlamenti nazionali.

Non decide piu’ il governo nazionale, nemmeno si decidono le cose a Bruxelles, ma nelle grandi piazze finanziarie mondiali, che fissano i parametri per accedere al credito.

Quei parametri vanno bene per grandi imprese, capitalizzate, in contesti completamente diversi dal nostro, fatto di piccole imprese, sottocapitalizzate e a gestione familiare.

Ecco perche’ molti piccoli imprenditori e consulenti si iscrivono ai Corsi WIN the BANK, nei quali spieghiamo come si puo’ accedere al credito in scenari complessi come quelli all’orizzonte.

Spiegheremo questi temi anche in giro per l’Italia, in collaborazione con Panorama d’Italia.

Se sei interessato a questi temi:

Ora, hai compreso cosa stanno preparando.

Nella prossima puntata, ti diremo anche quale sara’ la possibile conseguenza.

Gia’ una volta hanno unito alcuni mercati, creando dal nulla una moneta senza stato, l’Euro.

Oggi, quel progetto e’ in crisi profonda.

Ti lasciamo con un pensiero paradossale.

E se, invece di ammettere l’errore, rilanciassero, creando un nuovo mercato e quindi, per la stessa strada, con lo stesso metodo non democratico, una nuova moneta?

Alla prossima puntata.

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