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Il Giubileo del debito (parte 2)

Un articolo di Valerio Malvezzi e Massimo Crippa

L'ANTEFATTO

Quando scrivemmo la prima parte di questo articolo (vedi Il Giubileo del debito, parte 1) non sapevamo ancora cosa avrebbe deciso Draghi e la BCE (la Banca Centrale Europea).

E’ abbastanza irrilevante, ai fini di uscire dalla crisi, scrivemmo.

E infatti, la manovra ha deluso i mercati, ma non e’ questo il punto. Il punto vero e’ che una Banca Centrale non puo’ fare uscire nessun Paese da una crisi, se il suo obiettivo statutario – come noto – e’ quello di dar stabilita’ ai prezzi e non di favorire la crescita.

Non ha strumenti, non ha il compito di farlo, non ha ruolo e poteri.
Che siano delusi gli speculatori di borsa per il fatto che non si siano alzati ulteriormente i 60 miliardi di liquidita’ pompata nel sistema non ci porta a versare nessuna lacrima.

Che sia stato esteso dal settembre 2016 al marzo 2017 il piano della BCE non ci sorprende affatto, giacche’ ti avevamo gia’ previsto cosa in realta’ avrebbero comperato: tempo.

Tempo.

Il tempo e’ il bene piu’ prezioso in natura, poiche’ e’ l’unica risorsa veramente non rinnovabile.

Una volta che e’ andato e’ andato, quindi essendo bene scarso per natura, il suo valore economico e’ infinito.

Quello che leggerai in questo articolo e’ la seconda parte del ragionamento, in cui ti spiegheremo, con una tesi eretica e mai pubblicata, cosa vogliano comperare in realta’ (il tempo).

Nella prossima e conclusiva puntata (in verita’ non era nemmeno in programma una terza puntata, ma abbiamo deciso di approfondire meglio alcuni argomenti) ti spiegheremo anche il perche’.

Se pensi che sia un ragionamento di complottisti incompetenti, puoi benissimo fermarti qui a leggere, perche’, se prosegui, troverai qualcosa di estremamente diverso dalle solite spiegazioni sull’economia.

Se segui il bianconiglio, cara Alice, potresti trovarti in un mondo capovolto.

 

IL TEMPO E IL BIANCONIGLIO

Saremo tacciati di essere incompetenti, complottisti e disfattisti, nonche’ quasi certamente dei demagoghi.

Non ci importa.

Giacche’ non dobbiamo rispondere a nessun editore o padrone, diremo cio’ che liberamente pensiamo, almeno fino a che ci sara’ consentito di farlo.

Ti invitiamo, se puoi, a provare a ragionare a mente libera, poiche’ cio’ che scriveremo porta a conclusioni diverse dalla versione ufficiale.

Nei giorni in cui scriviamo questo pezzo, tutti i giornali titolano sul QE di Draghi.

Mescolano menzogne e verita’.

Per esempio, ti dicono che il QE e’ uno strumento non convenzionale di politica monetaria attraverso il quale una Banca Centrale acquista sul mercato secondario titoli di Stato e altre cose piu’ complesse da capire (ABS, Covered Bond) per immettere liquidita’ sul sistema.

E questo e’ vero.

Poi aggiungono che l’obiettivo e’ quello di facilitare, attraverso il calo dei rendimenti, l’accesso al credito per imprese e famiglie.

E questo e’ falso (come vedete da soli e come abbiamo dimostrato nella parte precedente con dati economici).

La manovra e’ fatta per prendere tempo.

Ma per capirlo, bisogna essere disposti a usare il pensiero laterale e vedere il mondo capovolto.

Benvenuta, Alice, nel regno della realta’.

 

IL MONDO CAPOVOLTO

Vediamo due dati economici del mondo capovolto.

Il mondo si e’ capovolto (ma era prevedibile) dopo il fallimento di Lehman Brothers, a settembre 2008.

Vediamo allora i tassi chiave per capire cosa sta succedendo, da sette anni a questa parte.

Solo, ti invitiamo ad accettare l’ipotesi che ti raccontano, da sette anni, che questa sarebbe “una crisi” e non – come invece e’ – l’effetto prevedibile e calcolato di un preciso cambio di paradigma economico.

Alla lunga, l’effetto della scelta sciagurata liberista della fine del XX secolo, quella di togliere al pubblico il controllo della moneta, si e’ fatto sentire.

La BCE, come noto, e’ la Banca Centrale dell’Area Euro, la moneta senza stato.

Una Banca Centrale ha due tassi chiave da manovrare: il tasso di riferimento del denaro e il tasso sui depositi.

Vediamo come sono andati prima e dopo la crisi.


(Fonte: Il Sole 24 Ore)

Una immagine semplice fa capire alla gente piu’ di mille parole.

Ora, immagina che quelle siano le leve di azione per guidare il tuo automezzo. Quanto piu’ sono alte, tanto piu’ hai spazio di manovra.

La barra blu dice quanto spazio avevi nel 2008, quella rossa ti dice lo spazio attuale.

A settembre 2008, il tasso di riferimento era circa il 4% e quello sui depositi circa il 3%. Oggi quello di riferimento e’ quasi zero (0,05%) e quello sui depositi e’ finito sotto zero (-0,3%).

Vediamo di capirci: io ti porto del denaro e tu invece di darmi un interesse, mi fai pagare un interesse negativo.

Come, prego?

Il mondo rovesciato.

Ma se le barre ora sono a zero, quanto spazio per agire resta?

Perfetto, lo hai capito: nulla.

Ma almeno avranno ottenuto il risultato, oppure no?

Vediamo quanto era l’obiettivo da raggiungere pompando 60 miliardi di liquidita’ al mese e quanto e’ stato quello raggiunto a meta’ temporale del programma stesso.


(Fonte: Il Sole 24 Ore)

E ora, leggiamo il commento in conferenza stampa del Presidente Draghi in seguito alla decisione del board dei banchieri della BCE (la Banca Centrale Europea):

Il board “…omissis… e’ giunto alla conclusione che si doveva fare di piu’ perche’ il programma funziona e non perche’ ha fallito.”

Mario Draghi

Noi non commentiamo.

 

L’ANNO CHE VERRA’

Abbiamo visto nella scorsa puntata cosa ti racconta il Governo italiano e come si manipolano i dati dell’Istat a uso e consumo di chi ci vuol credere.

Ora vediamo cosa ti raccontano i banchieri della Banca Centrale per farti star calmo e tranquillo.

Anche qui, l’anno in corso e’ sempre brutto, ma il prossimo sara’ per definizione una meraviglia.

Vediamo infatti come anche a Francoforte, sulla base di quei risultati, la Banca Centrale ha corretto le stime per il futuro.

Questa e’ l’inflazione attesa recentemente rivista al ribasso (ti ricordiamo che il motivo della manovra era che inizialmente si riteneva di portarla al 2% entro settembre 2016).


(fonte: Il Sole 24 Ore)

E questa e’ la crescita attesa rivista dell’area Euro (l’Italia come sai e’ molto piu’ in basso, allo 0,8%).

(Fonte: Il Sole 24 Ore)

Questi due grafici, invece, ora basta: li commentiamo.

“Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
portera’ una trasformazione
e tutti quanti stiamo gia’ aspettando
sara’ tre volte Natale e festa tutto il giorno,
ogni Cristo scendera’ dalla croce
anche gli uccelli faranno ritorno.”

L’immortale Lucio,
“L’anno che verra’”

 

 

 

IL BANCO VINCE SEMPRE

Non ci crediamo, perche’ i dati ci danno ragione.

Quando dicemmo, un anno fa, che non sarebbe servito ai motivi per i quali era stato annunciato il Quantitative Easing della Banca Centrale europea, fummo presi per matti e incompetenti, ma oggi i dati sono li’.

Non poteva funzionare per un paio di buone ragioni che avevamo previsto.

La prima e’ la nota questione della trappola della liquidita’. Quando tutti – famiglie, imprese, banche – si convincono che la situazione e’ brutta e diventano piu’ avversi al rischio, quelle aspettative si realizzano.

Ma e’ la soluzione, il problema.

Non e’ dichiarando ogni giorno ottimismo nel futuro la soluzione, e nemmeno raccontando la favola del lupo ai bambini, dove il lupo e’ il debito, che se ne esce.

I bambini, dopo che gli racconti delle favole, prima o poi crescono e, se non vedono la pappa sul tavolo, piangono.

La seconda e’ che da una brutta situazione – i dati dei fondamentali economici sono oggettivamente miseri, e chi lo nega e’ in mala fede – se ne esce affrontandola e cambiando strategia, non modificando la realta’, mentendo, al fine di non cambiarla.

Il punto e’ esattamente questo.

Ti fanno credere che sia possibile uscirne con una manovra monetaria: cosi’ non e’.

Te lo avevamo previsto un anno fa e ora i dati sono li’, impietosi, a darci ragione.

Se ne esce con manovre economiche pubbliche, cioe’ con decisioni di politica economica. Il punto e’ che, come le manovre monetarie hanno dimostrato, se la politica economica e’ sbagliata, quella monetaria non puo’ che essere un timido palliativo, acqua fresca.

In assenza di una netta inversione di tendenza dal modello liberista di cui ti abbiamo detto nel precedente articolo, quello che propugna l’austerity, il taglio della spesa pubblica (che vuol dire ridurre servizi, sanita’, stipendi e pensioni), quello che dice che bisogna tagliare il debito con il “sacrificio”, si va verso il baratro.

Non da oggi, sono anni che e’ cosi’ e solo un cieco o un fanatico puo’ non vedere questa realta’.

Se non si cambia rotta, invertendola, espandendo la spesa pubblica, abbassando le tasse e dando credito direttamente alle imprese e alle persone, facendo crescere investimenti e occupati, alzando i salari e per questa via i consumi, allora le speranze che si realizzi quello scenario ottimistico sono chiare: zero.

I mercati oggi piangono il fatto che non si sia dato ancora piu’ denaro alle borse.

Noi non festeggiamo, ma di certo non ci stracciamo le vesti.

Se il denaro va alla borsa e non all’economia reale, questa non cresce.

Cosa sta dietro al gioco?

Il fatto che se tu tieni i tassi a zero, tu aiuti i governi a reggere la barca al vento, perche’ costa meno il debito e quindi puoi pagare stipendi dei pubblici dipendenti e pensioni. Ma, alla lunga, spingi gli investitori a rendimenti piu’ alti, cioe’ verso la speculazione.

Basso rischio su un mercato significa basso rendimento, quindi lo speculatore si sposta verso l’altro, quello del gioco d’azzardo.

Le possibilita’ di uscire da questo schema perverso sono – ripetiamo – zero.

E il banco, dato che lo zero vince, vince sempre di piu’.

 

IL CIRCOLO VIZIOSO

Ma a fronte di queste semplici verita’, che capisce anche un bambino, cosa ti raccontano i Governi oggi, attraverso la maggior parte degli organi di informazione?

L’opposto.

Ti dicono che la manovra funzionera’, che bisogna aver fiducia perche’ se tu abbassi il rendimento del denaro parcheggiato presso la banca Centrale (il famoso tasso “negativo” di prima) cosi’ facendo tu spingi le banche a rimettere in circolo la moneta, quindi a prestarla a famiglie ed imprese.

Falso, perche’ il denaro circola se la gente (imprenditori, lavoratori) ce l’hanno in saccoccia e si possono permettere di ripagarla, indipendentemente da quanto basso (o alto) sia il prezzo.

Infatti, le aste del denaro bancario per le imprese, i TLTROs (altra sigla per non far capir nulla alla gente) sono crollate: le banche non prendono piu’ il denaro dalla BCE, perche’ non possono darlo all’economia reale.

La loro teoria e’ quindi falsa e i fatti fallimentari della sua applicazione, da anni, lo dimostrano.

Del resto, con una mano la BCE stampa denaro e lo presta alle banche, dall’altra pone delle norme sempre piu’ severe per le banche che lo prendono, in base alle quali dovranno accantonare ulteriore capitale a scopo precauzionale, al fine di scongiurare che il sistema crolli, in caso di insolvenza del debitore.

Ma allora, se il denaro non puo’ andare a famiglie e imprese, dove andra’?

Quando studiavamo economia, in un mondo normale, ci spiegavano da ragazzi che nel sistema economico ci sono tre grandi attori, che hanno saldi diversi. Le famiglie si indebitano presso le banche per produrre un reddito che viene dato a imprenditori e lavoratori (cioe’ alle famiglie) che a mezzo della tassazione pagano i servizi dello Stato, il cui scopo e’ il pareggio di bilancio.

Le famiglie risparmiano, le imprese investono e lo Stato pareggia.

Lo schema e’ il seguente, nel mondo normale.

Attore Saldo di cassa atteso
Famiglie Positivo
Imprese Negativo
Stato Zero

Ma quello era il mondo normale, il mondo di oggi e’ rovesciato.

Nel mondo rovesciato, se le banche non possono (per una serie di regole) concedere credito alle imprese (perche’ il rischio non lo consente) allora si rifugeranno sui titoli di Stato.

E’ gia’ successo negli ultimi anni in Italia (duecento miliardi in piu’ sono andati in titoli del debito pubblico e cento miliardi in meno alle imprese) e succedera’ ancora.

Negli ultimi anni molte banche, con quelle insperate plusvalenze, sono riuscite a tamponare sovente le perdite di bilancio registrate nel settore dell’economia reale, cioe’ dei prestiti alle imprese.

Con quei soldi, lo Stato paghera’ i servizi (sempre minori) ai cittadini, tagliandoli per ridurre un debito che, in realta’, aumenta perche’ dovra’ pagare sempre piu’ interessi.

A chi?

A banche private, avendo perso il controllo della moneta.

E noi, come criceti, pedaleremo per pagare sempre piu’ tasse, affinche’ lo Stato abbia soldi per farlo, per rimborsare il debito.

Il debito, che una volta era un mezzo, diventa cosi’ il fine.

Il debito non e’ piu’ uno strumento, ma il fine

E, come comprendi, il circolo vizioso, nel mondo rovesciato, si chiude.

 

IL GATTOPARDO

Son passati gli anni e si sono succeduti Governi e Banchieri Centrali, sono cambiati gli attori, ma nulla di questo schema perverso e’ stato mai posto in discussione.

Anzi, chiunque come noi lo discuta e’ messo in ridicolo dalla dottrina liberista.

Si possono cambiare nomi, soggetti, persone, ministri e governatori.

Si possono fare e sfasciare Governi, Stati e Parlamenti.

Tutto puo’ cambiare, purche’ non cambi il modello, la dottrina economica, quella liberista.

Bisogna cambiare tutto per non cambiare niente, scriveva nel Gattopardo Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

E’ quello che succede nel mondo ormai da molti anni, senza che la massa se ne accorga.

Vota ogni volta diversamente, si illude di cambiare le cose, ma le cose non possono cambiare.

Perche’?

Perche’ fu ampiamente previsto molti anni fa.

“Le idee degli economisti e dei filosofi politici, tanto quelle giuste quanto quelle sbagliate, sono piu’ potenti di quanto comunemente si creda. In realta’ il mondo e’ governato da poco altro.”

“Gli uomini della pratica, i quali si credono affatto liberi da ogni influenza intellettuale, sono spesso gli schiavi di qualche economista defunto. Pazzi al potere, i quali odono voci nell’aria, distillano le loro frenesie da qualche scribacchino accademico di pochi anni addietro.”

John Maynard Keynes, economista

 

IL DOGMA E LA MATEMATICA

Solo che, da allora, il mondo e’ molto cambiato e la cosa che piu’ cambia, oggi, e’ la velocita’ stessa del cambiamento.

Nella precedente puntata di questo ciclo di articoli, ti abbiamo fornito una visione dell’economia italiana. In questa seconda puntata, ti abbiamo dato una chiave di lettura piu’ ampia, a livello di area Euro.

Nella prossima e ultima puntata, ti faremo vedere quale potrebbe essere, a livello mondiale, la spiegazione di tutto questo, e dove ci vogliano ancora portare con quella che nella nostra tesi definiamo la “politica D&S” (Drugs & Sacrifice, droga e sacrificio).

Drogano i mercati e chiedono sacrifici alla povera gente.

Perche’ insistono a proporti la politica
Drugs & Sacrifice?

La nostra tesi e’ che vogliano solo comprare altro tempo.

Tempo per cosa?

Tempo per fare maturare nella gente una convinzione quasi religiosa, come gia’ hanno fatto da tempo.

Da tempo hanno cercato di convincere le masse (e ci sono riusciti) che il debito e’ il male, e nel loro perverso gioco hanno nascosto alle masse che ridurre la spesa e creare l’austerity era il modo migliore per farlo – paradossalmente – sviluppare.

La ragione, nota agli esperti, e’ che conta il rapporto tra

Debito / PIL

Per cui, se riduci il denominatore (perche’ tagli la spesa pubblica e i servizi, togli gli investimenti, la produzione di beni e ammazzi i consumi in quanto abbassi o azzeri gli stipendi), il rapporto aumenta.

E’ matematica, non opinione.

Infatti il rapporto, invece di scendere, dopo anni di austerita’ e’ sempre, sistematicamente, aumentato.

Eppure, si dice alla gente che per ridurlo bisogna far sacrifici, e la gente ci crede.

Nel primo incantesimo, o dogma religioso, sono quindi gia’ riusciti.

 

VERSO IL NUOVO DOGMA

Ora, potrebbero voler creare un altro dogma religioso, poiche’ quel debito ha raggiunto livelli preoccupanti.

E allora, serve tempo.

Tempo per creare un cambiamento nell’opinione pubblica e prepararla al Giubileo del Debito.

Cosa hanno in comune i richiami del Santo Padre e le calamita’ naturali su larga scala? Oppure tra l’esodo dei rifugiati e le misure di antiterrorismo? Ci sono connessioni tra atti di filantropismo come le dichiarazioni di Mark Zuzkerberg sulla donazione del 99% delle azioni Facebook e i temi del Bail In o le Criptovalute?

Probabilmente, niente, diranno i piu’.

Probabilmente.

Ma se invece ci fosse una connessione?

Noi non affermiamo che sia un complotto o una scelta deliberata, ma ipotizziamo che alcuni scenari di tipo collettivo siano strumentalizzati, ad arte, al fine di muovere verso precise direzioni le coscienze delle masse.

Muovere le coscienze delle masse serve a fare approvare dai parlamenti le leggi.

Sta di fatto che – a esempio – sui titoli di recente emissione ci sono le CAC.

Le CAC sono Clausole di azione collettiva, meccanismo introdotto per risolvere il problema dei creditori in caso di negoziato di ristrutturazione tra emittente e detentori dei Bonds (cioe’ dei titoli di debito), quando i creditori non hanno intenzione di aderire alla proposta dell’emittente.

Funzione cosi’.

Se esiste una maggioranza qualificata dei creditori che aderisce alla proposta di ristrutturazione del debito da parte dell’emittente, anche tutti gli altri sono obbligati, costretti ad aderire. Quindi, queste clausole di recente introduzione servono a dar piu’ manovra allo stato Sovrano in difficolta’. In pratica, avra’ bisogno di una parte di consensi e non dell’unanimita’.

Qualcuno dira’ che stiamo facendo teoria.

Un par di talleri! – gia’ che di monete si parla.

Si e’ gia’ visto in Grecia questa estate (ma tempo prima in Argentina) il fatto che si riesce facilmente a convincere gli investitori istituzionali (e quindi le banche in primis), meno i fondi di investimento e molto difficilmente i piccoli risparmiatori e i singoli risparmiatori privati, che ovviamente sono poco propensi a perdere sulla propria pelle.

Il problema e’ azzerare il singolo e costringere le masse.

Associando quindi le CAC alle nuove emissioni, si rende meno problematica l’accettazione di eventuale ristrutturazione del debito da parte del creditore.

Ma allora vuol dire cambiar le carte in tavola?

Se pensi che si puo’ proporre la decurtazione del valore nominale, della scadenza, della cedola, insomma praticamente di qualsiasi componente del debito originario, sostanzialmente si’.

 

MATRIX

Nel mondo rovesciato, tutto cambia.

Devi notare l’interessamento di grandi player mondiali come Goldman Sach o Ubs verso certi temi e quindi dovremo parlare in prossimi articoli anche di criptovalute (bitcoin), di perdita di fiducia nelle banche Centrali, di cosa sia realmente il denaro e dei motivi veri e non dichiarati di lotta al cash, al contante.

Questi concetti apparentemente separati potrebbero avere delle connessioni?

Nella nostra teoria, quella del Giubileo del debito, si’.

Ma per vederle, devi liberare la tua mente e vedere la matrice.

Ormai il mondo e’ un tutt’uno.

Economia, finanza, geopolitica, tecnologia, demografia. Ma il cittadino medio, il piccolo risparmiatore non ha gli strumenti per vedere queste connessioni, ne’ la cultura finanziaria per farlo.

Quanto sta succedendo in questi giorni, con la disperazione di molte persone per le obbligazioni subordinate ne e’ solo uno degli esempi.

Non diamo alcun giudizio morale (ne parleremo altrove), ma solo registriamo oggettivamente un fenomeno.

Sta di fatto che le singole persone si troveranno a sopravvivere in questa Matrix sempre piu’ veloce, vorticosa, immersa in una singolarita’ tecnologica ed economica nella quale la velocita’ di cambiamento accelera in modo iperbolico.

 

IL VIDEOGAME

Come in Matrix, sei in un video game in cui si gioca sulla tua pelle, su quella dei tuoi figli, sul tuo futuro, su pensioni, stipendi, diritto alla salute; sono in gioco livelli di vita reale.

In questo videogame, sono in gioco livelli di vita reale.

Quando si e’ scelto un modello economico neo liberista che separa sempre piu’ il benessere in due categorie sociali annullando la classe media e quando a questo si abbina una incredibile velocita’ di cambiamento, per la classe media vengono meno i porti sicuri.

Non ci sono piu’ porti finanziari sicuri nel mondo rovesciato, perche’ il suo videogame e’ caratterizzato da due elementi fondamentali.

Le due regole di quel videogame sono un mondo in IPERLEVA (leva finanziaria del debito) e IPERVELOCITA’ (velocità virtuale).

Ecco che si sono create le due condizioni perche’ i mostri arrivino continuamente a tutti i livelli del gioco: ne uccidi uno e ne compare subito un altro. Tecnicamente, si parla di fase di “risk on”; solo che ormai siamo in fase di risk on continuativa.

Una riprova – ce ne dovesse essere ancora una – del fatto che non siamo in crisi, ma in un mondo completamente cambiato.

Un mondo capovolto, multidimensionale, che cambia alla velocita’ della luce.

In quel mondo, questo e’ il punto, il risparmio del cittadino medio, del singolo, non avra’ piu’ spazio vitale. Anche i fondi di risparmio, che spostano enormi masse monetarie, sono lenti e caratterizzati da strategie vecchie, quasi sempre unidirezionali. Nemmeno gli hedge fund (fondi speculativi) sono in questo scenario performanti. Eppure, sono fondi creati per promettere rendimenti costanti nel tempo per effetto di una bassa correlazione rispetto ai mercati di riferimento, tramite investimenti molto diversificati.

Queste strategie, un tempo efficaci, stanno perdendo terreno e nel futuro saranno sempre meno performanti.

Si sono quindi create le condizioni, a livello mondiale, perche’ qualcuno cominci a strumentalizzare i discorsi del Papa, le dichiarazioni di Zuckerberg, la lotta all’evasione, la guerra al contante.

Qualcuno molto piu’ intelligente dei parlamentari di varie nazioni, malleabili strumenti, persone in buona fede caratterizzate da tre lettere “i”.

Inconsapevoli, incompetenti e ingenui attori di tale strategia.

Non sono affermazioni campate in aria ma cose reali viste, recentemente, per esempio in sede di dibattito a livello europeo in materia bancaria.

E ora, i tempi sono maturi per il Giubileo.

 

LA MAPPA DELLA BATTAGLIA

E allora, al termine di questa seconda puntata, cominci ad avere molti elementi di riflessione su quanto sta succedendo intorno a te.

Un nostro ex corsista al corso WIN the BANK (Alessandro Graiani), competente e preparato responsabile amministrativo di una azienda, mi ha scritto sulla nostra pagina facebook a commento del precedente articolo, come puoi verificare:

Tu dai gli strumenti per vincere la battaglia. Ora ci stai dando anche la mappa del terreno sul quale questa battaglia si svolge!

E’ esattamente cosi’ e non ci avevamo pensato.

Dobbiamo ringraziare Alessandro, poiche’ in quella frase e’ la sintesi di questo messaggio. Si sta per consumare una battaglia commerciale. Qualcuno ha chiesto: va bene e ora?

E ora, se sei un imprenditore, usa queste informazioni per trarre le tue conclusioni: sara’ piu’ o meno semplice accedere a una banca in futuro? Sara’ piu’ o meno complessa la negoziazione creditizia?

Certo, puoi berti le favole del Governo di turno o le dichiarazioni tranquillizzanti della BCE.

Piu’ saggiamente, se hai un’ azienda o gestisci aziende di altri, puoi iscriverti al nostro blog e cominciare a scaricare alle risorse gratuite le oltre 40 guide negoziali che ti forniscono un assaggio preliminare di quegli strumenti che Alessandro e tante altre persone hanno acquisito iscrivendosi al Corso WIN the BANK, come puoi leggere dalle numerose testimonianze sul sito.

 

VERSO IL GIUBILEO

Questi articoli stanno riscuotendo un enorme interesse presso le persone.

Non e’ affatto vero quindi che la gente non si interessi all’economia.

Non si interessa all’economia spiegata da chi racconta panzane oppure da chi non vuol farsi capire.

In queste prime due puntate ti abbiamo raccontato molte cose e fatto cenno a tematiche che potrebbero non aver alcuna connessione tra loro, come le dichiarazioni di Zuckerberg o del Santo Padre, le dichiarazioni di politici sulla lotta all’evasione e le dichiarazioni sul non far pagare lo Stato nelle crisi bancarie.

Tutte nobili cause, intenti virtuosi, buone intenzioni.

E se fossero strumentalizzati?

Ti stiamo preparando ad accettare l’ipotesi di una tesi eretica che vede connessioni in queste vicende e che spiegheremo pienamente nella terza (e ultima) parte di questo complesso ragionamento, sperando tuttavia di essere stati chiari, pur volendo affrontare una materia dai contorni oscuri.

Non abbiamo elementi per dire che sia tutto prestabilito o creato ad arte, ma certamente sempre piu’ notiamo strane casualita’ e connessioni di eventi apparentemente non correlati tra loro.

Nella nostra teoria, tutto ci appare improvvisamente chiaro e – per quanto assurdo – spiegabile.

Lo diventa se ipotizziamo che quanto stanno comperando attraverso le Banche Centrali sia, come si e’ detto, il tempo.

Tempo per non cambiare sistema e per fare accettare la rimanente sola via di uscita possibile da quella che ti raccontano essere una “crisi” e dagli effetti piu’ nefasti prodotti dalle prevedibili conseguenze di quella scelta nefasta.

Pur di non cambiare strada e non dire la verita’ serve tempo.

Tempo per arrivare a quello che noi ipotizziamo sia il loro scopo: il Giubileo del debito.

Lo faranno ancora una volta usando termini religiosi, fanatici, dogmatici.

Sacrificio, rigore, austerita’.

Lo faranno convincendo intere masse di popolazioni, centinaia di milioni di persone, ad accettare un pentimento a fronte di comportamenti peccaminosi.

I greci sono cicale non risparmiose, gli italiani sono gente che non lavora.

Vi diranno che avete vissuto per decenni in un lusso che non meritavate, con diritti ingiustificati sul lavoro, con pensioni immeritate.

La cultura del peccato prepara alla cultura del pentimento.

Troppe volte, negli ultimi anni, l’economia e’ stata spiegata con regole morali.

Quando l’economia viene spiegata con valori morali, diventa una scienza blasfema.

Noi riteniamo che i tempi siano maturi perche’ arrivi una nuova novella per spiegare alle masse, in modo blasfemo, l’economia.

Il tema centrale sara’ quello del debito e sara’ spiegato il Giubileo del debito al popolo dei credenti, come si spiegano i dogmi.

Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori.

Come noi li rimettiamo ai nostri debitori.

Come noi li rimettiamo ai nostri debitori.

 

Buona crescita.

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