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Perche’ stanno, in gran segreto, rovinando l’economia (e non vogliono che la piccola impresa italiana lo sappia)

Un articolo di Valerio Malvezzi e Massimo Crippa

Avrai visto che Obama chiede alla Merkel di accelerare i trattati e all’Inghilterra di scongiurare la “Brexit”. Avrai letto, sui giornali, che comincia a insinuarsi una sigla poco chiara ai piu’: TTIP (Trattato Transatlantico sul Commercio e sugli Investimenti).

Di cosa si tratta?

Di imporre – dai, non usiamo il termine trattare, che si tratta da pari a pari – un modello economico. Da quando in qua il padrone negozia coi propri dipendenti un modello?

Ebbene, forse non lo sai, ma quella che ti descrivono da anni come una crisi, non e’ una crisi.

Non siamo affatto in crisi.
Non esiste nessuna crisi.

Non possiamo uscire dalla crisi, semplicemente perche’ non la e’.

Si tratta di un cambiamento, deliberato e pianificato, di modello economico. La disoccupazione, la perdita di potere d’acquisto delle persone, sono conseguenze – spiacevoli, certo – ma pianificate e deliberate di modello economico.

Vuoi sapere perche’ ti prendono per i fondelli da anni?

 

UN PO’ DI STORIA

Uh, che noia, studiare, io ho imparato dalla strada! – pensa l’uomo che si e’ fatto da se’.

Certo, hai allora smetti di leggere questo, ascolta il telegiornale della RAI, guarda Uomini e Donne su Canale 5 e un giorno, presto, andrai a far la fame all’angolo della strada, come e’ giusto che sia.

Per tutti gli altri, sappi che il modello di riferimento, quello neoliberista, e’ stato deciso molti anni fa. Fu introdotto negli anni 80 e ha cambiato radicalmente il nostro modo di vivere. Ma per capire, pienamente, gli effetti di quel modello, sara’ necessario che tu conosca cosa e’ successo sulla societa’ che ha imposto al mondo quel modello, e prima di tutto alla propria: gli Stati Uniti d’America.

Parliamo del modello economico del capitalismo americano, quello che trova nel modello economico neo liberista la massima espressione al mondo.

Vogliamo esaminarne gli effetti, a distanza di oltre trent’anni, nel Paese che lo vuole ora esportare in Europa?

Oppure vogliamo starcene buoni come scolaretti alla dichiarazione dei potenti della terra che i “trattati sul Commercio” saranno un vantaggio per noi?

 

PRODUTTIVITA’ E STIPENDI

E’ un fatto storico che negli anni la produttivita’ delle Corporazioni americane e’ cresciuta grandissimamente, unitamente ai loro profitti. Per un lungo periodo storico, dal dopoguerra alla fine degli anni ’70, come spieghiamo nella guida negoziale gratuita allegata, c’e’ stata una regola fondamentale dell’economia dei popoli:

Detto in modo semplice: se aumentavano i risultati per la produzione, aumentavano anche i risultati per le tasche dei lavoratori che l’hanno prodotta. Ricordi quando il tuo reddito aumentava, ogni anno?

Cosi’ e’ stato, dal 1946 (alla fine della seconda guerra mondiale) fino alla fine degli anni ‘70.

E dopo, cosa e’ successo, quando e’ stato introdotto il nuovo modello economico, basato sulla fiducia nei mercati finanziari?

Nel grafico che segue, ti mettiamo la variazione della produttivita’ e dei salari, negli Stati Uniti, nel periodo che va dal 1979 al 2015.

Nella barra a sinistra vedi la crescita della produttivita’, in quella destra la crescita della retribuzione dei lavoratori, cioe’ dei dipendenti.

Fino al 1979 le due barre erano sostanzialmente allineate.

Oggi, guarda come sono andate le cose nel Stati Uniti.

La produttivita’ e’ cresciuta dell’80%.

I salari, guarda caso, dell’8%.

Una certa sottile – appena percettibile – differenza, non trovi?

 

IL RECUPERO DOPO LA “CRISI”

Come puoi scoprire nella guida allegata, le Corporazioni americane hanno non solo recuperato la botta, ma hanno incrementato – e di molto – gli utili netti, cioe’ pagati dopo le tasse.

Questo, un paio di anni dopo quella che ti raccontano essere una “crisi”.

E le famiglie?

Anche loro, hanno recuperato la botta di quella che ti raccontano essere una “crisi”?

Come no.

Ti facciamo vedere i dati, su un arco di vent’anni, dal 1983 al 2013.

Per le famiglie americane, il modello della crescita non ha funzionato.

Le imprese, le grandi corporazioni, hanno fatto un mucchio di utili, dopo la “crisi”. Le famiglie, il cui reddito medio e’ cresciuto leggermente – molto meno degli utili delle corporazioni – dal 1983 al 2007, quando le carte sono crollate, hanno visto crollare indietro il reddito familiare.

Fin dove?

Fino al punto di partenza, cioe’ all’equivalente di trent’anni prima.

Eh, che sfortuna, colpa della crisi!

Chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto, scordiamoci il passato, dicono a Napoli.

 

CHI DETIENE IL CAPITALE DELLE AZIENDE?

Le imprese, come sappiamo, in Italia sono tutte o quasi nelle mani di piccoli imprenditori.

Si tratta di milioni di piccole imprese, ne abbiamo scritto decine di volte su questo blog. E il modello americano che vorrebbero imporre in Europa e’ lo stesso?

Molti politici nazionali parlano, dicendo che sarebbe una grande fortuna per l’impresa italiana.

Vediamo i dati di questa incredibile fortuna che – in modo magnanimo – ci viene offerta.

Nel grafico che segue, vedi come e’ distribuito il capitale delle imprese nella popolazione americana, e scopri che non ha proprio niente a che vedere con il tessuto imprenditoriale dei piccoli imprenditori italiani.

  • La fetta blu della torta e’ quella detenuta dall’1% dei ricchi americani
  • La fetta rossa e’ quella detenuta dal restante 9% di facoltosi americani
  • La fetta verde quella detenuta dal restante 90% della popolazione

Non so se e’ chiaro.

Il top del reddito americano (cioe’ l’1% dei ricchi americani) detiene il 63% del capitale azionario di tutto il Paese.

Ora, ti mettiamo insieme il top dei ricchi americani con i successivi 9% di ricchi in America, cosi’ puoi capire meglio chi detiene che cosa: parliamo di detenere capitale di imprese.

Ecco i dati aggregati.

Vediamo di capire in un attimo:

  • Il 10% dei primi ricchi americani detiene il 94% del tessuto imprenditoriale
  • Il restante 90% detiene il 6% di tutta l’imprenditorialita’ americana

Il 94% del capitale produttivo americano e’ in mano al 10% della popolazione. Briciole agli altri.

Esiste ancora qualche diversamente intelligente che pensa che questo modello, se imposto per trattati internazionali, possa dialogare con la piccola impresa familiare italiana?

 

CHI DETIENE I SOLDI DELLA FINANZA?

Ah, ma arriveranno i soldi americani! – recitano a pappagallo i servi del potere.

Ti raccontano che il mercato americano sia piu’ efficiente: perche’ li’ si che e’ tutto bello, dato che esiste una borsa sviluppata, non come da noi.

Questa e’ la tesi che leggi, ogni giorno, sui principali quotidiani economici, da una vita.

Ora, guarda chi ha i titoli finanziari in America.

  • Nella fetta blu, trovi i titoli finanziari detenuti dai primi piu’ ricchi (fascia top, 1%)
  • Nella fetta rossa, trovi quelli che detengono i ricchi di seconda fascia (successivi 9%)
  • Nella fascia verde, trovi quanti titoli finanziari hanno tutti i restanti cittadini (il restante 90%).

Guarda, e rimani a bocca aperta.

Benissimo, ora rifletti: in America l’1% dei piu’ ricchi detiene il 55% dei titoli finanziari sul mercato.

Se tu hai una piccola impresa, in Italia, da chi vai a prendere credito?

Lo sai benissimo: dalle banche.

E pensi di poter facilmente lavorare in un modello economico che si avvicinera’ – perche’ si avvicinera’ – a quello descritto?

Te lo spieghiamo meglio, il mercato americano.

  • La torta blu sono i titoli finanziari detenuti dal 10% dei ricchi
  • La fetta rossa sono i titoli finanziari detenuti del restante 90% degli americani

 

Esiste qualche diversamente intelligente che pensa davvero che questo modello abbia qualcosa a che vedere coi risparmi degli italiani o con il finanziamento delle micro e piccole imprese italiane?

 

E INVECE IL DEBITO, CHI SE LO CUCCA?

Ora, in questo magnifico modello economico, sarebbe equo trovare che chi ha fatto un mucchio di soldi si sia anche indebitato per averli.

Ma, purtroppo per gli ingenui, le cose in trent’anni non sono andate esattamente cosi’.

Guarda chi si cucca il debito, per fascia di ricchezza della popolazione americana.

Saranno i ricchi a essere piu’ indebitati?

Ecco di detiene il debito finanziario:

  • Nella fetta blu il debito dei piu’ ricchi (1% top reddito)
  • Nella fetta rossa il debito dei seguente facoltosi (9% seguenti in graduatoria)
  • Nella fetta verde, il debito in capo agli altri (il 90% dei restanti americani)

Hai notato come le cose cambiano, quando si parla di debito e non di capitale?

Ma lo vedi meglio qui il senso delle proporzioni:

Insomma, un modello che ha portato i meno ricchi a indebitarsi sempre di piu’.

Non ti sembra che questo modello stia arrivando in Europa e in Italia?

Non hai ancora capito che ti pigliano per il naso da anni, ogni giorno che il signore manda sulla terra, con il concetto di debito pubblico – uh, che paura! – e invece non dicono nulla sul debito privato esploso per imprese e famiglie?

 

QUAL’E’ IL FINE DI QUESTO MODELLO?

Ora, hai compreso che il modello economico neo liberista ha avuto la sua esplosione verso la fine degli anni ’70 e ha scardinato regole di crescita durate dalla fine della seconda guerra mondiale fino ad allora.

Ma perche’ lo vogliono le elite?

Per rispondere a questa domanda, vediamo insieme come e’ cambiata la societa’ americana. Ma che cosa mi frega – ti starai chiedendo – della societa’ americana?

Dovrebbe.

Visto che, mentre tanti guardano Il Grande Fratello, distratti dai media che hanno ordine di non parlare di certi argomenti, Obama spinge per chiudere con l’Europa entro l’anno gli accordi sul Commercio e gli Investimenti.

I giornali e il governo italiano ti dicono che sarebbe una straordinaria opportunita’ per noi.

La domanda esatta e’:

  • Se tu fai parte della nomenclatura o della nuova nobilta’ italiana, ti conviene sicuramente che facciano questi accordi.
  • Se non sei tra i potenti in Italia, no.

Non facciamo affermazioni a caso, ma basate sugli studi.

Osserva come e’ cambiata la societa’ americana, dal 1970 al 2008.

La tavola seguente di dice il livello di reddito (in % della popolazione), il numero di persone corrispondente, il reddito medio e – presta attenzione – il cambiamento dal 1970 al 2008.

Ora, osserva una cosa importante!

Ti e’ chiara la tabella?

Ci sono sopra (top) i piu’ ricchi (0,1% della popolazione) che guadagnano in media 5.600.000 € l’anno. E sono 152.000 persone. Questi sono l’oligarchia.

Poi ci sono la nuova nobilta’ e poi la casta piu’ elevata e la nomenclatura americana. Questi, complessivamente, fanno il 9,9% della popolazione, e sono quelli che stanno bene.

Sotto (bottom), ci sono il restante 90% di tutti gli altri americani, la gente (people).

Ah, ma pensi che noi stiamo esagerando?

Pensi forse sia una visione ideologica, esagerata e fumettistica?

Bene, allora guarda questo ultimo grafico.

Ti fa vedere, partendo dalla tabella di cui sopra, come sono andate le cose nelle quattro parti della societa’ americana, facendoti vedere la crescita dal 1970 al 2008. Le quattro parti sono:

1. L’oligarchia (Top 0,1%)
2. La nuova nobilta’ (Top 0,1%-1%)
3. La classe alta e la nomenclatura (Top 1-10%)
4. Il popolo (Bottom 90%)

Ecco il cambiamento nella societa’ americana dal 1970 (vecchio modello) al 2008 (nuovo modello).

Non vogliamo offendere la tua intelligenza a spiegarti chi ci ha guadagnato e chi ci guadagna, da questo modello economico.

Ora, dovrebbe interessarti la cosa, perche’ questo e’ il modello economico di riferimento, questa e’ la mentalita’, queste sono le persone che spingono perche’ si realizzino i trattati cosiddetti TTIP (sul commercio e gli investimenti) per fare – dopo l’Unione Europea imposta dall’alto e senza voto popolare – una enorme area occidentale, senza alcun voto popolare, nuovamente imposta dall’alto con trattative finora segrete a livello di Governi.

E chi c’e’ nei Governi?

L’oligarchia: TOP 0,1%.

 

COSA MANCA PER CAPIRE IL QUADRO?

Eh, gia’.

Hai compreso che il modello economico unico e dominante, alla base dei Trattati sul Commercio e gli Investimenti che si vogliono ratificare tra Stati Uniti ed Unione Europea, e’ quello americano (del resto, chi comanda detta legge).

Hai anche compreso quale sia stato il risultato in America dell’assunzione di quel nuovo modello, oltre trent’anni or sono, e dove abbia portato la societa’ americana. Infine, hai verificato dai dati che abbiamo pubblicato che sono i Governi e il potere finanziario (Banche private e Corporation) ad aver beneficiato di questo sistema.

Ora, manca un dettaglio per intravedere il quadro.

Il mercato delle imprese, del credito e del risparmio italiano e’ molto diverso da quello americano.

E’ stata introdotta, come tutti sanno, la normativa del Bail In da gennaio 2016 in ottemperanza alla normativa dell’Unione Europea. Questa normativa vuole che si salvino le banche “dall’interno”, e non piu’ dall'”esterno”, cioe’ con aiuto degli Stati.

E giu’ tutti gli organi di informazione, nei mesi scorsi, ad applaudire la grande e giusta innovazione, perche’ cosi’ non pagherebbe piu’ lo Stato, cioe’ “pantalone”.

Bene, ecco i dati del rapporto di Banca d’Italia di questi giorni (aprile 2016).

Secondo Banca d’Italia, questi sono i risparmi delle famiglie italiane a rischio.

Ti e’ chiaro cosa e’ successo?

Ricordi cosa e’ successo con quelle quattro piccole banche pochi mesi fa (Banca Etruria, ecc.)?

Pensi sia finito il rischio?

Il rischio vero per le famiglie, a livello italiano, e’ molto piu’ grande.

Ecco a quanto ammonta il rischio vero per i risparmi delle famiglie in Italia:

Bene, non vogliamo offendere nuovamente la tua intelligenza a spiegarti quale connessione ci sia tra la storia dell’economia americana, il cambiamento voluto dall’oligarchia finanziaria e questa regola europea ed italiana.

 

CONCLUSIONI

Un articolo lungo, lo sappiamo.

Del resto, se uno non vuol sapere come stanno le cose, se vuol metter la testa sotto la sabbia e’ libero di sentire che tutto va bene in quattro minuti di TG dagli organi di informazione per i quali paga la gabella del canone RAI e non di leggere questo sito, gratuitamente.

Ora, in questo quadro si muove l’economia italiana e per questo cambieranno le banche in Italia.

Il mondo americano, le regole del capitalismo americano, i parametri che regolano la concessione del credito, sono decisi in accordi internazionali.

Le imprese italiane sono piccole e micro imprese.

Non hanno niente a che fare con le Corporazioni americane.

Pensi che le banche italiane non dovranno cambiare radicalmente, nel prossimo futuro?

Credi davvero che la concessione del credito alle imprese italiane continuera’ con le vecchie regole, quelle dell’azienda del nonno che conosceva il direttore di filiale in banca?

Tra i nostri lettori, ci sono tantissimi imprenditori e consulenti, che vogliono sapere cosa succedera’ sul mercato del credito in Italia, non per far filosofia, ma per far finanziare le aziende.

In allegato a questo articolo, c’e’ una guida negoziale (Il Grande Inganno del Modello Americano), che ti fornisce un quadro completo di quel che e’ successo nell’economia americana, di quel che e’ la conseguenza di quel modello economico sulla societa’ e dell’impatto che questo avrebbe sul sistema europeo e la concessione di credito in Italia.

Questo e’ l’indice della guida (47 diapositive spiegate), che e’ liberamente scaricabile e gratuita.

Cio’ che e’ successo sul mercato americano e’ la base per capire l’epocale discussione di cui nessuno parla, se non in salotti riservati, a livello di Oligarchia americana ed europea.

Hai sentito fare questi ragionamenti oppure anche un solo dibattito pubblico su questi temi sulla TV di Stato per la quale sei obbligato a pagare il canone RAI?

Ovviamente, no; non se ne parla.

Vuoi capire meglio cosa e’ successo sul mercato americano?

Una cosa e’ certa.

L’imprenditore, il commercialista, il consulente, il manager che, operando nel sistema economico italiano, non si informi sul cambiamento epocale in atto, si trovera’ presto in mezzo a una strada senza il becco di un quattrino e di un cliente, perche’ le loro imprese non prendono gia’ oggi piu’ soldi dalle banche.

Vuoi capire perche’ cambiera’ radicalmente il sistema finanziario e per conseguenza bancario in Italia?

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Una ultima domanda.

Sai perche’ non trovi altrove queste analisi approfondite, libere e imparziali?

Per due motivi.

Il primo e’ che chi blatera di credito in Italia in realta’ non conosce queste cose, non le sa. Quindi, non sapendole, raglia nella sua somma ignoranza che non servono a negoziare sul credito in Italia.

Il secondo e’ che quei pochissimi che ad altissimi livelli invece le sanno (gli Oligarchi e la nomenclatura italiana), non hanno interesse a divulgarle e che tu sappia.

Noi, si’.

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