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Le tecniche della banca per leggere il tuo bilancio

Un articolo di Valerio Malvezzi

Lo so benissimo: sui social mandrie di boscimani e primati appena scesi dall’albero correranno a rispondere senza leggere altro che il titolo.

E ti dico io quali preziose informazioni ti daranno: scriveranno che e’ meglio fare a meno delle banche, che le banche sono tutte ladri, che e’ meglio starne alla larga, da questi strozzini. Alcuni presunti originali penseranno di raccontare le storie della Banca Etruria, altri spiritosi diranno che la banca legge solo il tuo conto corrente, i piu’ esilaranti diranno che leggono solo la matricola del loro fucile a canne mozze e i piu’ fantasiosi faranno commenti conditi di vignette del c….

Ascolta: sono sfigati che tu non devi nemmeno prendere in considerazione.

Se sei un imprenditore, un manager o un libero professionista, sai bene perche’ non puoi fare a meno delle banche.

Semplicemente perche’, se la tua impresa o quella del tuo cliente non ha risorse proprie illimitate, nel pianeta del sistema solare chiamato terra esiste da alcuni secoli un modello chiamato capitalistico nel quale le banche fungono da sostituto temporaneo del capitale proprio dell’impresa. In attesa che un sedicente genio ti spieghi come fare, se i tuoi pagamenti anticipano gli incassi, a evitare di negoziare con una banca, quando hai a che fare con fornitori, tasse, magazzini da riempire, arredi e macchinari da comperare, software da far girare e stipendi da pagare, fatti un regalo.

Lascia i boscimani a oscillare sugli alberi e a scrivere su facebook le loro sgrammaticate frustrazioni, mentre tu prosegui la tua lettura per trovare qualcosa di utile a risolvere i tuoi problemi aziendali.

 

UN PROBLEMA FINANZIARIO?

Non passa giorno, nel mestiere che faccio, che non mi chiami qualche imprenditore o qualche professionista che mi chiede aiuto perche’ la tale azienda “ha un problema finanziario”. Per loro, problema finanziario significa una sola cosa:

L’azienda e’ a corto
di soldi

Ora, chi fa il mio lavoro si chiede prima di tutto una cosa: il perche’ l’azienda sia in tale situazione. Quasi sempre, scopro – ad una veloce indagine, sulla base di schemi concettuali che ti spieghero’ nella guida negoziale allegata – che una azienda e’ a corto di soldi quando li ha spesi male. Ora, vale appena la pena di precisare che cio’ che rileva, per una banca, e’ appunto questo: come hai speso i soldi in passato.

Perche’ sai, finche’ butti nel cesso le tue di banconote, alla banca potrebbe anche importare poco o nulla. Ma quando tu vai a chiedere le sue, allora – stranamente per i boscimani, ma non per gli altri – diventa particolarmente attenta al modo in cui le presta.

I boscimani non lo comprendono, ma e’ esattamente questo il male che e’ successo con la Banca Etruria e le altre coinvolte negli scandali di questi tempi: hanno buttato anche loro i soldi nel cesso. Con una aggravante: che una banca non butta nel cesso solo i soldi propri, ma anche quelli presi a prestito.

Presi in prestito da chi? Dai risparmiatori

Ecco perche’, quando ti togli l’abito da risparmiatore e indossi quello da imprenditore, comprendi bene che la banca ti esaminera’ (se fa il suo dovere) con attenzione.

L’esame e’ volto a capire una cosa semplice:

  • Se e’ un problema finanziario (la banca e’ li’ per quello)
  • Se e’ un problema economico (la banca NON e’ li’ per quello)

 

COSA PARLA DI TE?

Quindi, a prescindere da cio’ che tu racconterai del tuo futuro, la banca sara’ interessata prioritariamente a leggere una cosa: il tuo passato.

Ora, non esiste un curriculum che presenti una impresa, ma un ben preciso documento chiamato bilancio. Paradossale a dirsi, ma per la maggior parte degli imprenditori quel documento e’ solo questo:

Dicesi bilancio una rompitura di coglioni su cose tecniche che si risolve in una farsa, chiamata riunione del consiglio di amministrazione, nella quale, fingendo di leggere un prestampato scritto dal commercialista che spesso funge da segretario, lo si approva alla unanimita’ in un quarto d’ora facendo risultare a verbale, per pudore, che la riunione e’ durata il triplo.

Sto parlando di piccola impresa, che comunque riguarda il 95% circa del mercato delle imprese italiane.

Alzi la mano chi ha esperienza molto piu’ evoluta o una concezione molto piu’ articolata e ascoltero’ con interesse il suo parere ma, per la mia ventennale esperienza di quel mercato, affermo che – per la maggioranza – e’ sostanzialmente cosi’.

Il bilancio e’ una roba tecnica, per addetti ai lavori, che si approva quasi come una formalita’, talora con disinteresse, comunque e sempre con attenzione a una sola sfera: quella fiscale.

La domanda che si pongono tutti i presenti, in estrema sintesi, e’: quanto paghiamo quest’anno di tasse?

Domanda comprensibile e legittima in un Paese del terzo mondo che, da quindici anni – compreso il 2015, nonostante le menzogne del governo – sono aumentate in modo esponenziale.

Tuttavia, se tale posizione e’ comprensibile per tale ragione, lo e’ meno se consideri che quel pezzo di carta, cui il piccolo imprenditore dedica come ho scritto mediamente un quarto d’ora, incide maledettamente per il resto dell’anno e non di rado per piu’ anni.

Incide in un campo fondamentale: se hai bisogno, come hai bisogno, dei soldi di una banca.

Quindi, ritieni importante capire come una banca esamina quel documento che parla di te?

 

I 10 PASSI DI UNA ANALISI FIDO

Nella guida negoziale gratuita in allegato, un documento di oltre 100 pagine dal titolo “I 10 passi dell’analisi fido” ti spiego in termini semplici, operativi e applicativi come una banca legge il tuo bilancio. Si parte dalla logica dell’istruttoria di fido, cioe’ del motivo per cui la banca raccoglie documenti e li esamina con una certa logica. Quindi, proseguo a illustrarti, punto per punto, quanto avviene nell’ufficio crediti di una banca.

L’ufficio crediti di una banca effettua (sulla sola parte quantitativa) le seguenti fasi:

A. Riclassificazione dei bilanci
B. Calcolo di basilari indici strutturali
C. Analisi degli indici di tendenza
D. Analisi dei quozienti di liquidita’
E. Analisi dei quozienti di rotazione
F. Analisi dei quozienti di indebitamento
G. Analisi dei quozienti di redditivita’
H. Analisi per flussi
I. Regole di sintesi

La spiegazione della guida non e’ complessa ma, al contrario, divulgativa, con i termini tecnici sempre commentati in modo chiaro e semplice.

Soprattutto, trovi nel documento gratuito allegato la logica che sta dietro la lettura dell’uomo di banca.

Perche’ esiste quel preciso percorso?

Cosa e’ intenzionato a capire la persona che valuta il tuo bilancio?

Leggendo la guida, capirai quali sono quelle che io chiamo le regole della nonna.

Senza fare cadere le cose dal pulpito quali verita’ rivelate come si fa nei testi universitari, ma in modo molto semplice e sulla base delle cose che mi furono a suo tempo spiegate dagli addetti ai lavori, ti diro’ quali sono le variabili su cui la banca pone la sua attenzione, quali voci e indici del bilancio considera piu’ meritevoli di attenzione e soprattutto perche’.

Se tu impari le cose base, quelle che ogni bancario ricerca nel tuo bilancio, acquisisci un vantaggio fondamentale: parli la sua lingua.

E lo fai con la concretezza e il buon senso che insegnava mia nonna, che mi diceva sempre: “Valerio, tanto le banche danno sempre i soldi a chi non ne ha bisogno.”

Verissimo, ma con una postilla: e allora quali sono, oltre ai dieci passi procedurali indicati, le cinque regole pratiche che fanno preferire a una banca il bilancio di un’azienda, piuttosto che di un’altra?

E’ quello che spiega la guida negoziale gratuita allegata.

Buona lettura della prontuario pratico sul bilancio (scritto con la saggezza della nonna).

La guida allegata e’ gratuita. Scaricala qui:

I 10 PASSI DELL’ANALISI FIDO

Buona crescita.

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