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Il segreto di WIN the BANK: noi spieghiamo la negoziazione bancaria in modo diverso

Un articolo di Valerio Malvezzi

Oggi non scrivo articoli tecnici su bilanci, centrali dei rischi e consigli operativi per una breve digressione di metodo e di approccio che e’ uno dei segreti di WIN the BANK, una dei punti di forza che lo rendono unico.

Dico subito che questo articolo non e’ di interesse per tutti, ma solo per le persone che hanno la necessita’ di finanziare un’impresa. Coloro che sono interessati solo a scrivere che le banche sono brutte e cattive si astengano dal leggere e vadano cortesemente a esporre le loro verita’ altrove.

I destinatari di questo articolo non sono i protestatari per diletto, ma i produttori di reddito per professione, quali i liberi professionisti, i manager, gli imprenditori.

Costoro, volenti o nolenti, hanno a che fare con le banche e la partita, a differenza di quel che vi raccontano sui giornali, sara’ ancora piu’ dura nei prossimi anni.

La difficolta’ sara’ data dal combinato disposto di due fattori devastanti: una crisi senza precedenti e l’assoluta mancanza di regole per farvi fronte.

Esco ora dallo studio del mio commercialista e come ogni piccolo imprenditore prendo atto delle regole del gioco:

La pressione fiscale vera, per la persona fisica imprenditore e’ in Italia all’incirca del 60%

Prima che il politico filo governativo o l’accademico tributarista di turno mi contraddicano con altre percentuali, chiarisco subito che io parlo di quanto resta di netto nelle tasche dell’imprenditore, dopo aver pagato ogni balzello a vario titolo considerato (non ultima l’ INPS).

So benissimo che le regole del gioco sono diverse se parliamo di ditte individuali, societa’ di persone o di capitali, ma a me (come a ogni piccolo imprenditore) interessa solo quel che resta nelle tasche della persona fisica alla fine di tutto (dedotti ovviamente anche gli oneri previdenziali e contributivi). Parlo di quello che per un lavoratore dipendente sarebbe il netto in busta paga.

E allora vi dico che, in alcuni casi, tale percentuale e’ stimata per difetto. Ho forse torto?

A fronte di tale situazione, a di la’ delle stupidaggini di circostanza, scritte su giornali di regime per compiacere il tranquillizzarsi di una situazione ormai non piu’ sopportabile (vedi i miei articoli su “Il grande inganno della ripresa“), si assistera’ a breve ad un paradosso:

Immissione di moneta nel sistema ma:
1) In un mercato reale in crisi e senza veri cambiamenti “reali” nella imprese (domanda) 2) Con un sistema bancario (offerta) ingessato in rigide regole di concessione di moneta

Potranno esserci da tale incrocio di domanda e offerta soldi facili per tutti?

Assolutamente no, ma solo per quelli che potranno avere accesso a tale gioco.

Ora, sia ben chiaro che le regole del gioco non sono scritte da parlamenti democraticamente eletti, ma da una ristretta elite finanziaria mondiale. Le regole che opereranno nei mercati finanziari dei prossimi anni, dette di “Basilea 3” sono state decise non a Roma e nemmeno a Francoforte o Berlino, come molti pensano, ma dai banchieri di Londra e di altri continenti.

Maggiori requisiti patrimoniali per le concessioni del credito, maggiore patrimonializzazione, per fare un esempio, maggior rigore, spinta alla disintermediazione del credito, mercato di borsa. Tutto bene, se non fosse che tali regole anglosassoni vengono applicate in un paese come l’Italia, che ha alcuni problemi strutturali:

1. Imprese piccole e micro, familiari
2. Con una pressione fiscale crescente
3. Sottocapitalizzate

Se queste sono, come sono, le tre principali problematiche, la mia conclusione e’ che il sistema Italia, in controtendenza rispetto ad altri, per molti anni ancora sara’ legato al capitale bancario. Puo’ non piacerci, ma strepitare a vuoto, declinare fantasiosi insulti, formulare teorie complottiste non risolve minimamente il problema reale e indiscutibile delle imprese italiane.

 

Allora, signore e signori, qui dovete decidere da che parte stare.

Per come la vedo io, se avete a che fare con le imprese, se siete un imprenditore che deve decidere, se siete un suo manager o un suo commercialista, avete due scelte pratiche:

Scelta 1:
andate sui social forum e vi unite al coro di coloro che strepitano (riassumo) al grido di “le banche sono ladre”
Scelta 2:
cercate una soluzione professionale che risolva il vostro problema di accesso al credito bancario

La prima scelta e’ consolatoria e liberatoria e (scaricando le frustrazioni in rete) fa risparmiare un sacco di soldi per lo psicologo. Sono certo che abbonderanno, anche in coda a questo articolo, i consigli di coloro che scriveranno le tesi ormai ben note a tutti, riassumibili in due:

  1. Le banche sono tutte strozzini (con tutte le varianti di offese che la fantasia loro consente)
  2. Si dovrebbe fare a meno delle banche (come se le finanze proprie fossero illimitate)

Bellissimo, ma, come vi ho detto, le imprese italiane non ne potranno nei prossimi anni fare realisticamente a meno, per ragioni che sarebbe strano dover perfino spiegare (in quanto offensivo dell’intelligenza di chiunque sappia come e’ fatta un’impresa).

La seconda scelta e’ di chi non si limita a piangersi addosso o arringare le folle, ma desidera, preso atto della dura realta’, approfondire la materia, documentarsi e verificare se esistano soluzioni operative e concrete.

In questo articolo voglio evidenziare un punto fondamentale del nostro approccio, del nostro metodo.

Come gli affezionati lettori di questo blog avranno notato, diversi organi di informazione, sia della carta stampata, sia della televisione, stanno gia’ dando evidenza al fatto che noi diciamo cose diverse dal solito.

Ma in cosa consiste la diversita’ del nostro metodo?

Essenzialmente in due cose:

  1. La prima, nel fatto che noi conosciamo la pratica operativa quotidiana, oltre che la teoria accademica e forniamo soluzioni negoziali concrete, basate su casi aziendali di successo
  2. La seconda, che abbiamo sviluppato una metodologia per trasferire tecniche negoziali acquisite in vent’anni di pratica della negoziazione tra banca e impresa nel minor tempo possibile alle persone

Per i soli iscritti al nostro blog ho voluto quindi predisporre una dispensa gratuita, liberamente scaricabile registrandosi, che spiega con chiare immagini quale sia l’approccio teorico, solitamente adottato nei corsi universitari, nei convegni, nelle business school e per quale motivo tale approccio sia scarsamente (se non per nulla) operativo. Per converso, nella dispensa allegata chi fosse interessato potra’ vedere alcune slide del nostro approccio e verificare come esso sia molto diverso da qualsiasi cosa esista in circolazione, proprio perche’ basato sull’esperienza pratica e orientato al risolvere in modo professionale uno ed un solo problema commerciale delle imprese italiane:

Come fare ad ottenere il credito da una banca?

Buona lettura della dispensa.

 

Se vuoi anche tu imparare il linguaggio delle banche, se vuoi anche tu negoziare con la banca la miglior forma di finanziamento per la tua azienda vieni al corso WIN the BANK e ti daro’ tutte le risposte che cerchi.

Buon lavoro.

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